Descrizione

Anteprime e Recensioni Cinematografiche, tutto quello che c'è da sapere su Festival Internazionali del Cinema e quanto di nuovo succede intorno alla Settima Arte, a cura di Luigi Noera e la gentile collaborazione di Ugo Baistrocchi, Simona Noera e Marina Pavido.



lunedì 29 febbraio 2016

Oscar 2016 – Meritato l'Oscar a Ennio Morricone ma tra i grandi esclusi Carol e The Look of Silence


La lunga notte degli Oscar ci ha consegnato qualche inevitabile sorpresa rispetto alle nostre aspettative. Ma come accade anche nei Festival si tratta sempre di un giudizio in qualche caso inficiato da interessi i più disparati, anche politici. Alla fine Il Caso Spotlight ha ottenuto due statuette come miglior film e migliore sceneggiatura originale a scapito di Room e Inside Out. Il Caso Spotlight è un Film onorevolissimo esclusivamente per i contenuti sui casi di pedofilia della Chiesa Cattolica Americana. Però mi sembra che si sia voluto sdoganare un certa Stampa connivente con i poteri forti della Finanza. Per evitare fraintendimenti nei lettori rimarchiamo che è giusto e doveroso aver scoperchiato questo cancro che attanaglia la Chiesa Cattolica. Tuttavia il film dal punto di vista cinematografico non consegna la giusta tensione emotiva allo spettatore e per questo lo avevamo scartato. Ad eccezione della bella interpretazione di Mark Ruffalo purtroppo battuto come miglior attore non protagonista dall’altro Mark Rylance nel film Il ponte delle Spie. Di per se quest’ultimo film ha una sua valenza nello stile di spy story fuori da schemi prestabiliti, ma non regge il confronto con le altre pellicole. C’è poi la statuetta al regista Alejandro Gonzales Inarritu che ha bissato il trionfo dell’anno precedente di Byrdman. Come qualcuno a ragione ha evidenziato Hollywood attira a se cineasti non americani a scapito dei cineasti americani. Insomma una sorta di cannibalismo autoctono. E’ pur vero che Room invece è un film così bello che fa sognare e non solo per la protagonista ma anche per il geniale cielo visto dal punto di vista del piccolo prigioniero che scopre il mondo. Quando Room è stato presentato al Festival di Roma abbiamo accennato alla sua fragilità per gli ultimi 20 minuti di troppo, ma resta un film che ti avvolge con la sua tensione. Per motivi diversi invece il bravissimo Eddie Redmayne ha sfiorato il successo con The Danish Girl senza riuscire. Infatti per rimediare alle tante volte che Di Caprio era stato escluso dagli Oscar, quest’anno si è voluto premiarlo ad ogni costo ma con il film peggiore che abbia interpretato. A chi ha visto il film Revenant restano soltanto i rumori gutturali di Leonardo che sopravvive inspiegabilmente ad ogni accadimento. In compenso la previsione su Brie Larson come Miglior attrice protagonista di  Room, che è un film da amare, ha trovato il consenso di Hollywood. Del film The Danish Girl è stata premiata invece Alicia Vikander come Miglior attrice non protagonista. Anche in questo caso il cannibalismo autoctono non ha considerato l’attrice Jennifer Jason Leigh e la sua interpretazione indimenticabile nella parte cattiva in The Hateful Eigh di Tarantino. Ammettiamo che il nostro sbilanciamento verso Room ci ha fatto escludere di assegnare la statuetta per la Migliore sceneggiatura non originale a qualche altro in lizza, però la scelta caduta su The Big Short non è condivisibile. Invece Carol che è il grande escluso dagli Oscar lo meritava. Il premio al Miglior film straniero è andato a Il figlio di Saul che era l’unico a potere aspirare, non solo per il film, ma anche per l’argomento trattato. Così come l’Oscar al Miglior film d'animazione andato alla fine a Inside Out che parla un linguaggio universale. Passando ai cosiddetti riconoscimenti tecnici era inevitabile che Mad Max Fury Road di George Miller abbia fatto la parte preponderante con sei statuette delle quali quelle per il montaggio (circa 2700 stacchi) e la scenografia condividiamo la scelta. Degli altri premi è stato un peccato per Carol che non abbia ricevuto quello della fotografia che è andato a Revenant e The Danish Girl battuta da  Mad Max Fury Road inspiegabilmente per i migliori costumi.  Sulla Miglior colonna sonora originale non avevamo dubbi. E’ andata
a The Hateful Eight che è la più bella grazie al Maestro Morricone. Chi diceva fosse un Oscar riparatorio era armato da una insana invidia. Infine siamo allibiti che The Look of Silence nella categoria dei doc sia stato battuto da Amy. Documentario interessante sulla brava cantante ma con diverso spessore rispetto al genocidio dimenticato del popolo birmano e messo in luce dal cineasta Joshua Oppenheimer. Insomma i giurati hanno avuto qualche svista che non fa bene ad Hollywood escludendo due film come Carol e The Look of Silence dalla rosa dei vincitori. Non ci meravigliamo invece per Sylvester Stallone.

domenica 28 febbraio 2016

La Notte degli OSCAR

Potrà non piacere, la possiamo criticare, ma dobbiamo ammettere che la notte degli Oscar galvanizza questa serata.
Ascoltando il TG2 ho sentito parlare di Oscar riparatori. Ovviamente si riferivano al Maestro Ennio Monricone, a Leonardo di Caprio e a Silvester Stallone.
Mi permetto di dire che da una parte ci sono le NOMINATION agli OSCAR 2016, che in appresso riportiamo, e poi ci sono gli Oscar assegnati. Ecco le nomination per ogni categoria in lizza, con le nostre previsioni:
Miglior film: Al di là di tutti Room è il miglior film tra quelli in gara: La grande scommessa, Il ponte delle spie Brooklyn, Mad Max: Fury Road, Sopravvissuto - The Martian, Revenant, Room, Il caso Spotlight.
Miglior regia: Anche in questo caso, fatti salva i rumors, dovrebbe vincere Lenny Abrahamson con Room sugli altri:
Adam McKay - La grande scommessa, George Miller - Mad Max: Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu – Revenant, Lenny Abrahamson – Room, Tom McCarthy - Il caso Spotlight.
Miglior attore protagonista: Qui entriamo nelle previsioni riparatorie, dispiace per Di Caprio, ma Eddie Redmayne con The Danish Girl ha le carte in regola per aspirare alla statuetta; peccato che l’anno passato Di Caprio poteva vincere meritamente con Wolf of Wall Street. Ma ecco le nomination:
Bryan Cranston - Trumbo, Matt Damon - Sopravvissuto -The Martian, Leonardo DiCaprio – Revenant, Michael Fassbender - Steve Jobs, Eddie Redmayne - The Danish Girl.
Miglior attrice protagonista: Avrete capito che Room è un film da amare, quindi Brie Larson è la preferita.Se la dovrà veder con: Kate Blanchett – Carol, Brie Larson – Room, Jennifer Lawrence – Joy, Charlotte Rampling - 45 anni, Saorsie Ronan – Brooklyn.
Miglior attore non protagonista: Mi spiace per Stallone, il terzo dei sempre esclusi, ma largo ai giovani! Mark Ruffalo merita la statuetta. Ecco le candidature:
Christian Bale - La grande scommessa ,Tom Hardy - Revenant , Mark Rylance - Il ponte delle spie , Mark Ruffalo – Spotlight, Sylvester Stallone - Creed 
Miglior attrice non protagonista: Una interpretazione indimenticabile di Jennifer Jason Leigh nella parte cattiva in The Hateful Eight che merita la statuetta, ma vedremo. Intanto sono in lizza anche: Rooney Mara – Carol, Rachel McAdams – Spotlight, Alicia Vikander - The Danish Girl, Kate Winslet - Steve Jobs.
Miglior sceneggiatura originale: Qui i dubbi sono pochi: Inside Out e chi altro? Si ci sono anche: Il ponte delle spie, Ex Machina, Spotlight, Straight Outta Compton.
Miglior sceneggiatura non originale: Scusate la presunzione, ma Room è un film con la EFFE maiuscola. Gli altri in competizione sono: La grande scommessa, Brooklyn, Carol e The Martian.
Miglior film straniero: Il figlio di Saul è l’unico a potere aspirare, non solo per il film, ma anche per l’argomento trattato. Comunque le candidature sono notevoli: El abrazo de la serpiente (Colombia), Mustang (Francia), Theeb (Giordania), A War (Danimarca).
Miglior film d'animazione: Per i film d’animazione  qualche dubbio, ma alla fine Inside Out parla un linguaggio universale. Gli altri sono: Anomalisa, Boy and the World, Shaun - vita da pecora e Quando c'era Marnie.
Miglior montaggio : decisamente  Mad Max Fury Road avrà la meglio su: La grande scommessa, Revenant, Spotlight e Star Wars: il risveglio della Forza.
Miglior scenografia: La vecchia volpe di George Miller con Mad Max: Fury Road, tra l’altro Presidente del prossimo Festival di Cannes, ha le carte in regola. Ma anche per la scenografia può mettere una opzione. Le altre canditature sono: Il ponte delle spie, The Danish Girl , Sopravvissuto - The Martian ,Revenant
Miglior fotografia Carol batte tutti gli altri: The Hateful Eight , Mad Max Fury Road , Revenant , Sicario 
Per quanto riguarda i Migliori costumi scegliamo The Danish Girl invece di Carol, Cenerentola, Mad Max Fury Road e Revenant.
Adesso viene apparentemente la parte più difficile: Miglior colonna sonora originale. The Hateful Eight è la più bella grazie al Maestro Morricone.
Per quanto riguarda i doc siamo tutti con The Look of Silence.


venerdì 26 febbraio 2016

Cinema dall'Iran il 27 e 28 febbraio alla Casa del Cinema, Roma

Organizzato per la prima volta nel 1982 dal Ministero iraniano della Cultura e Guida islamica, il Fajr Film Festival è la principale rassegna iraniana di cinema - vero ponte tra la cinematografia nazionale e quella internazionale -  molto nota  anche all’estero.  Nato per celebrare i dieci giorni intercorsi tra il ritorno dell’Imam  Khomeini e la vittoria della rivoluzione islamica (1-11 febbraio 1979), il Festival è presto diventato un importante punto di riferimento cinematografico per tutto il Medio Oriente e il continente asiatico, grazie alla sua capacità di selezionare la migliore produzione nazionale e internazionale e l’assegnazione di un’articolata serie di premi, tra i quali l’ambito Simorgh di cristallo. Dal 2015, le due sezioni, nazionale e internazionale, si svolgono in momenti separati (febbraio e aprile), circostanza che ha permesso al cinema nazionale di emergere con rinnovato  vigore e di usufruire di maggiore attenzione da parte della critica locale ed estera.
La rassegna, che prende il via presso la Casa del Cinema di Roma sulla base di una cooperazione con l’Istituto iraniano di cultura  divenuta ormai un appuntamento seguito ogni anno,  si apre con il film vincitore assoluto (ben 9 Simorgh) del Fajr Film Festival 2016, L’ergastolo più un giorno di Said Roustai, e prosegue con alcuni titoli tra i più interessanti delle edizioni del 2015 e del 2014. Tra questi, Pochi metri cubi di amore, delicato dramma sentimentale tra una rifugiata afgana e un giovane iraniano, e il raffinato  Che ore sono nel tuo mondo?, con una insolita e bravissima Leila Hatami sullo sfondo delle atmosfere intime di una cittadina del nord dell’Iran. In programma anche  “Io” di Soheil Beiraghi  e Nati nel 1986, di Majid Tavakoli, un film su una generazione che sta trasformando il Paese mentre si appresta a divenirne protagonista.
I FILM SONO TUTTI IN V.O. CON I SOTTOTITOLI IN INGLESE
Programmazione
27 febbraio
ore: 15:45 Inaugurazione rassegna e proiezione del film “IO”di S.Beiraghi

ore: 18:00 Nati nel 1986 (Motovalledin 65) di Majid Tavakoli
ore: 20:00 Che ore sono nel tuo mondo? ( Dar donya-ye to sa’at chand ast) di Safi Yazdanian

28 febbraio
ore: 16:00 Pochi metri cubi di amore (Chand metr mokaab-e eshgh) di Jamshid Mahmoudi

ore: 18:00  IO, di S.Beiraghi (replica)

ore: 20:00 L’ergastolo più un giorno (Abad va yek ruz) di Said Roustai
 

giovedì 25 febbraio 2016

"FUOCOAMMARE " trova mercato in America grazie a KINO LORBER

KINO LORBER ACQUISISCE i diritti per tutto il Nordamerica del Film Vincitore dell'Orso d'Oro e del Premio della Giuria Ecumenicale alla  BERLINALE 2016 "FUOCOAMMARE "di GIANFRANCO ROSI.
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
New York, NY - 24 Febbraio, 2016 – La società Kino Lorber ha annunciato di aver acquisito tutti i diritti nordamericani del film Fuocoammare di Gianfranco Rosi, vincitore dell'Orso d'Oro alla Berlinale 2016. E’ un ritratto cinematografico e attuale della vita sull'isola di Lampedusa e di come la crisi dei migranti abbia influenzato la comunità locale. E’ risultato uno dei film più acclamati in questa edizione del festival di Berlino. E 'il secondo premio che Rosi ha vinto dopo il Leone d'oro nel 2013 al Festival di Venezia per il suo documentario Sacro GRA. La distribuzione prevede una ricaduta positiva per l’uscita nelle sale cinematografiche americane.
Meryl Streep, Presidente della Giuria della Berlinale di quest'anno, durante la cerimonia di premiazione ha ribadito che i sette membri giuria sono stati "letteralmente travolti" dal film, che ha definito "una pellicola urgente, fantasiosa e necessaria". Ha così continuato, "E 'un audace ibrido di filmati reali catturati e di una narrazione deliberatamente costruita che permette di capire le potenzialità di un documentario. Si pone davanti ai nostri occhi e costringe all’impegno e all’azione." La giuria ecumenica chiamato Fuoco in mare ", un film che si rifiuta di consentire lo status quo per andare indiscusso."
Richard Lorber, CEO di Kino Lorber, ha aggiunto, "Gianfranco Rosi ha catturato quest'anno i cuori e le menti della Berlinale con quello che diventerà uno dei film essenziali del nostro tempo. Non potremmo essere più entusiasti di portare questo film al pubblico del Nord America entro quest'anno."
L'accordo per il film è stato negoziato dallo stesso Richard Lorber e Daniela Elstner di Doc & Film International.
In Fuocoammare, Samuele è un dodicenne  che vive nell'isola del Mediterraneo, lontano dalla terraferma. Come tutti i ragazzi della sua età preferirebbe, invece di andare a scuola, passare le sue giornate a scalare le rocce vicino alla riva e giocare con la sua fionda. Ma la sua casa si trova in un posto speciale. Per anni l'isola di Lampedusa è stata la meta di uomini, donne e bambini che cercano di attraversare il Mediterraneo partendo dall'Africa a bordo di barconi che sono troppo piccoli e fatiscenti. L'isola è quella di Lampedusa che la quale è diventata una metafora per la fuga di rifugiati verso l'Europa, con le loro speranze, le difficoltà e il destino di centinaia di migliaia di emigranti. Queste sono persone che desiderano la pace, la libertà e la felicità, eppure così spesso solo i loro corpi esamini vengono tirati fuori dal mare. Così, ogni giorno gli abitanti di Lampedusa sono testimoni della più grande tragedia umanitaria dei nostri tempi.
Note su Kino Lober -  La Società ha distribuito recentemente il film Taxi di Jafar Panahi vincitore dell’Orso d'Oro alla Berlinale 2015, nonché il vincitore nello stesso anno dell’Orso d'argento, The Pearl Buttom di Patricio Guzman. Attualmente distribuisce l’acclamato Mountains May Depart di Jia Zhangke, Rabin: The Last Day di Amos Gitai e The Forbidden Room di Guy Maddin. Le Prossimi uscite comprendono selezioni di Nuovi Registi / Nuovi Films come Neon Bull e Tikkun; il film interpretato dal miglior attore che ha vinto a Cannes (Vincent Lindon) Measure of a Man, ma anche Cosmos, l'ultimo film del grande autore polacco recentemente scomparso Andrzej Zulawski. Con una libreria di oltre 1.200 titoli, Kino Lorber Inc. è leader nella distribuzione indipendente da 30 anni, programmando più di 25 film l'anno nelle sue Sale Kino Lorber, Kino Classics, e Alive Mind Cinema banners. Negli ultimi otto anni ha acquisito cinque film che hanno avuto la nomination all’ Academy Award ©. Inoltre, l'Azienda vanta oltre 200 titoli ogni anno per il mercato home entertainment con uscite di DVD in Blu-ray e la distribuzione digitale diretta per tutte le piattaforme principali VOD.

mercoledì 24 febbraio 2016

Speciale BERLINALE 2016 - Lo sguardo sul Mondo. I^ parte – Selezione Ufficiale.

(Foto per gentile concessione della Berlinale)
Calato il sipario sulla Berlinale ed è ora di tirare le somme.
Iniziamo dai numeri del 2016. Presentati 283 film, escluse le retrospettive, di cui due terzi (187) in prima mondiale. Le proiezioni si sono svolte in più di 60 sale dei 10 luoghi sparsi a Berlino. Siamo riusciti a vederne oltre cinquanta nei nove giorni di festival. Abbiamo privilegiato la Selezione Ufficiale, a cui è dedicata questa prima parte, ma anche scelto alcuni titoli delle sezioni collaterali Panorama e Forum nelle quali si trovano outsider per capire meglio lo spirito di questa 66esima edizione. Non abbiamo esattamente colto nel segno, ma siamo andati vicini. Infatti quattro degli oltre venti film visti sono stati scelti dalle Giurie dei Premi collaterali. Delle altre sezioni Generation e Perspektive Deutsches Kino ci siamo limitati a pochi titoli. Non abbiamo invece seguito la parte dedicata agli Short. In particolare dei 23 lungometraggi della Selezione ufficiale (compresi i film fuori concorso) ne abbiamo visti 20, mentre delle sei proiezioni Special Gala presso il Friedrichstadt-Palast la metà (3). Dei 50 lungometraggi delle sezioni collaterali Panorama (che ha presentato un film in collaborazione a Generation e incluso in quest’ultima) e Panorama Dokumente ne abbiamo visti 9 e 5 rispettivamente. Delle 14 proiezioni della Perspektive Deutsches Kino ne abbiamo visti due. Della selezione Forum (compresa la MasterClass dei Talents) su 44 ne abbiamo visti 7. Per Generation 14plus dei 13 film in concorso ne abbiamo visti 3, di Generation Kplus dei 13 film presentati solo uno. Inoltre abbiamo recuperato El Abrazo del Serpiente presentato tra gli eventi di NATIVe . Infine non potevamo mancare alla Master Class di Meryl Streep in ambito dei Talents che prevedevano ben 32 incontri con 100 giovani talenti tra cui sette italiani.
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Passiamo quindi alla classifica dei 23 lungometraggi presentati alla Berlinale 2016 provenienti da 21 paesi e le emozioni che ci hanno suscitato:



   
Fuocoammare di Gianfranco Rosi - doc Orso d’Oro 2016. Meritatissimo il premio al nostro documentarista autore di una pellicola fuori da ogni schema preordinato che va dritto al cuore dello spettatore. Un urlo per risvegliare le coscienze degli uomini che, come il giovane Samuele, hanno l’occhio “pigro”. L’empatia del Dott. Bartolo verso i migranti da soccorrere è commovente.


 


SMrt u Sarajevu di Danis Tanović - Orso d’Argento Gran Premio della Giuria. Non poteva essere altrimenti. Il tema è quello della memoria di quanto successo a Sarajevo il secolo scorso. Ma anche della fratellanza fra popoli che coabitano calpestata a causa delle diversità religiose nei secoli. La narrazione inusuale e audace intreccia abilmente la vita degli ospiti


e degli impiegati di un grande albergo con un ritmo crescente. Speriamo di vederlo nelle sale italiane.

    





Chang Jiang Tu (Crosscurrent) di Yang Chao - Orso d’Argento per il contributo artistico nella fotografia. Un viaggio su una chiatta tra i flutti del fiume cinese che sfocia a Shangaj imperniato sull’amore platonico. Debbo dire che oltre la fotografia è considerevole l’interpretazione della giovane amata alla quale poteva essere attribuito l’Orso d’Argento.
Al riguardo avrà influito nella scelta della Giuria la differenza del modello di pensare e di comportamento tra noi e gli orientali.


      





Soy Nero di Rafi Pitts. Storia di emigrazione poco conosciuta ambientata nel Continente americano fuori dal comune per scappare dalla povertà assoluta del Messico. Peccato che è stato escluso dai premiati perché lo script poteva aspirare ad un riconoscimento.


         


Quand on a 17 ans di André Téchiné. Anche questa storia è rimasta esclusa inspiegabilmente dai premi, anche da quelli delle Giurie Indipendenti. Il regista con delicatezza narra le pulsioni omosessuali adolescenziali. I due giovani protagonisti Thomas e Damian consegnano allo spettatore un punto di vista che spesso gli adulti faticano a comprendere.
  


Inhebbek Hedi di Mohamed Ben Attia - Orso d’Argento migliore attore e Premio migliore Opera Prima. Se l’interpretazione del giovane protagonista interpretato da un promettente Majd Mastoura (Bidoun 2 di JlaniSadi) ha convinto, al contrario dell’altalenante andamento della storia che ha convinto di meno con un finale che lasciamo giudicare al pubblico. Quindi il Premio Opera prima risulta controverso.
Genius di Michael Grandage - Opera Prima. Una storia vera e un cast eccezionale (Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman) meritavano un premio che però non c’è stato. Infatti la notevole l’interpretazione di Colin Firth nel ruolo dell’editore Perkins, scopritore di talenti ma anche amorevole marito e padre, non è stata ingiustamente ravvisata dalla Giuria. Anche la regia poteva aspirare al premio Opera Prima.
Alone in Berlin di Vincent Perez. Una storia particolare sulla resistenza attuata contro il nazismo dagli stessi tedeschi. In una Berlino ancora non ferita dalla guerra, non tutti erano fanatici del Fuhrer, soprattutto se avevano perso l’unico figlio al fronte. Il dissenso espresso in forma anonima ma pubblica dai coniugi Quanguel mette in ridicolo i poliziotti berlinesi. La performance di Brendan Glleeson e Emma Thompson è efficace. Peccato che non basta a convincere la Giuria.
Des nouvelles de la planète Mars di Dominik Moll - Fuori concorso. Una esilarante storia di uno sfigato padre, che per questo attrae il pubblico, vittima della sua ex, della sorella, dei due terribili figli adolescenti e di un collega fuori di testa (Vincent Macaigne). Al brillante attore Françoise Damiens calza alla perfezione la parte. La differenza tra le commedie del nostro cinema e quello d’oltre Alpe sta appunto nella loro leggerezza con la quale consegnano i personaggi. Aspettiamo che trovi un distributore italiano.
Saint Amour di Benoît Delépine e Gustave Kervern- Fuori concorso. Una coppia affiatatissima e datata (Gérard Depardieu & Benoit Poelvoorde) insieme a due giovani speranze del cinema francese (Vincet Lacoste & Celine Sallette) fanno la differenza. Infatti, dietro lo spirito leggero della commedia si celano i temi universali sull’amore.
Kollektivet di Thomas Vinterberg - Orso d’Argento migliore attrice. Storia autobiografica, ma confusa su una Comune degli anni ’70 e le conseguenze sui suoi componenti. Era il periodo degli Hippyes e dell’amore libero, difficilmente attuabile però dalla classe medio borghese e radical chic. Il premio all’attrice non si discute, anche se come detto per il film cinese Crosscurrent l’interprete femminile aveva anche lei le carte in regola, insieme all’attrice del film polacco United States of Love in appresso menzionata.
Hail, Caesar! di Joel and Ethan Coen - Fuori concorso - Film d’apertura. Narrazione scanzonata e dorata degli Studios anni ’50 e non poteva essere altrimenti. I Fratelli Coen possono a ragione permettersi anche queste disgressioni controcorrente.
Zjednoczone Stany Miłosci (United States of Love) di Tomasz Wasilewski - Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura. Qualcosa non torna perché di tutte le caratteristiche della pellicola, proprio lo script era quella meno pregiata. Infatti l’autore si avventura in un pericoloso intreccio di storie parallele al femminile, ma l’operazione non riesce. Ma si sa l’operato di una Giuria è inappellabile! Piuttosto avremmo premiato l’attrice che impersona l’anziana insegnante.
Cartas da guerra di Ivo M. Ferreira. Il tema affrontato del colonialismo del Portogallo nei territori del Centro d’Africa è notevole. Anche la scelta del B&N convince. Peccato che il film utilizzi per due ore ininterrotte una voce narrante. L’errore fatale era evitabile ed avrebbe dato un respiro diverso al film.
CHi-Raq di Spike Lee - Fuori concorso. Una trasposizione moderna dalla Mitologia Greca di Lisystrata in chiave di Musical in versione urlata. Viene fuori un immagine di una regia arrabbiata con il mondo che la circonda. Per inciso il film è stato fischiato dal pubblico!
Zero Days di Alex Gibney – doc. Sembrerebbe a prima vista una minuziosa indagine su Internet, sugli atti terroristici cibernetici e sulla loro origine prima: l’Iran e la corsa al nucleare. In realtà ci sembra di parte e si dimentica che più un sistema è complesso più è progettato in maniera ridondante appunto per raggiungere un buon grado di sicurezza. Il tecnicismo usato si ritorce contro allo stesso regista. Ci voleva un po’ di anima nel racconto.
Ejhdeha Vared Mishavad! (A Dragon Arrives!) di Mani Haghighi. La pellicola è il risultato della mancanza di libertà, e si appiglia ad una favola arcaica della Mesopotamia. Al contrario la fotografia è notevole con punti di vista della cinepresa che attirano lo spettatore.
Midnight Special di Jeff Nichols. Il film contiene qualche spunto di novità e poteva essere un’idea fresca. Ma dopo le prime battute si perde nei rivoli delle ovvietà degli Studios. Chi soffre è l’attore protagonista Mike Shannon nei panni di un padre che non si vuole arrendere fino all’ultimo al destino del figlio proveniente da altri mondi.
Mahana di Lee Tamahori - Fuori concorso. Più che un film si può accostare alla visione consecutiva degli episodi di una serie TV come per noi europei è stata Dallas negli anni ’80. Il tema per noi europei è inusuale perché parla dei nativi australiani conformatisi agli anglosassoni che hanno “civilizzato” il Nuovo Mondo con un finale stereotipo.
Boris sans Béatrice di Denis Côté. In una parola il film è la storia psicotica di una coppia. E la Giuria a buon ragione lo ha scartato.
Purtroppo ci siamo persi due dei film vincitori e il film 24 Wochen di Anne Zohra Berrached premiato dalla Giuria Indipendente con il Gilda German Arte House Cinemas. I due film premiati hanno ricevuto anche i consensi della critica:




Hele Sa Hiwagang Hapis (A Lullaby to the Sorrowful Mystery) di Lav Diaz - Orso d’Argento Alfred Bauer al film che apre nuove prospettive.


L’avenir di Mia Hansen-Løve Orso d’Argento miglior regia.
Il primo film è una maratona cinefila di oltre otto ore e Manifesto politico del maestro Lav Diaz. Il secondo film con una rinata Isabelle Huppert consacra definitivamente la giovane regista.
Per quanto riguarda i Berlinale Special Gala presso il Friedrichstadt-Palast le tre pellicole di diverso genere fra loro che abbiamo visto sono notevoli:
Creepy di Kiyoshi Kurosawa – Opera Prima. Un thriller avvincente che poteva portare a casa il Premio Opera prima.
Miles Ahead di Don Cheadle – Opera prima. Una biografia del Jazzista Miles tramite uno script affascinante. Ci domandiamo però il perché il più delle volte i grandi artisti sono stati anche grandi consumatori di droghe?
Where To Invade Next di Michael Moore – doc. Ritmo fluente ma con punti di vista discutibili. Il regista vuole suggerire al Presidente degli Stati Uniti di prendere spunto dalle caratteristiche di alcune Nazioni per il Governo dell’America. Ne risulta però anche un dileggio dei paesi visitati. Almeno per quanto riguarda l’Italia vengono evidenziati presunti lati positivi del nostro welfare. La realtà è ben diversa. Il regista è un dispensatore di ritmo ben dosato, ma sarà tutto vero quello che ci racconta, o piuttosto si tratta di una operazione commerciale?
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Dei Berlinale Shorts 2016 vi riferiamo i risultati della Giuria composta da Sheikha Hoor Al-Qasimi, curatore e direttore della Biennale di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti, dalla scrittrice greca Katerina Gregos e dal regista israeliano, Avi Mograbi.
La Giuria ha assegnato l’Orso d’Oro e d’Argento rispettivamente a Balada de um Batráquio (Batrachian's Ballad) di Leonor Teles, Portogallo, 11’ (WP) e a A Man Returned di Mahdi Fleifel, UK / NL / DK, 30’. A quest’ultimo è andata anche la nomina agli EFA 2016. Invece il Premio Audi di 20.000€ è andato a Jin zhi xia mao (Anchorage Prohibited), Chiang Wei Liang, Taiwan, 16’.
Nella prossima edizione vi parleremo delle altre selezioni Panorama, Forum, Generation e Perspektive Deutsches Kino. Non mancate!

lunedì 22 febbraio 2016

Speciale BERLINALE – 20 febbraio (DAY 10) Meryl Streep e la Giuria Internazionale hanno scelto FUOCOAMMARE! Arrivederci alla prossima edizione della Berlinale che si terrà dal 9 al 19 febbraio 2017

La Giuria Internazionale, composta da Lars Eidinger, Nick James, Brigitte Lacombe, Clive Owen, Alba Rohrwacher e Małgorzata Szumowska, presieduta da una emozionatissima Meryl Streep ha assegnato a Gianfranco Rosi l’Orso d’Oro della 66esima Berlinale per il doc Fuocoammare. Il film che da subito era stato ben accolto dalla critica restando saldamente in cima alla classifica, ha ricevuto anche dalle giurie indipendenti il Premio della Giuria Ecumenicale, il Premio Amnesty International e il Premio della Giuria dei lettori del Tagesspiegel. Una grande affermazione del documentario italiano, come
sottolineato dalla Associazione Documentaristi italiani, ha la forza creativa di far riflettere sulla realtà ed essere apprezzato in grandi festival come la Berlinale.

L’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria è andato al film
Smrt u Sarajevu di Danis Tanovic, il quale ha vinto anche il Premio della Giuria FIPRESCI.
 
 
 
 
 
 
 
 
L’Orso d'Argento Premio Alfred Bauer al film che apre nuove prospettive narrative al monumentale Hele Sa Hiwagang Hapis di Lav Diaz
 
 
 
 
 
 

 
 
L’Orso d'Argento per la migliore regia a Mia Hansen-Løve con
L 'Avenir
L’Orso d'Argento migliore attrice a Trine Dyrholm in Kollektivet di Thomas Vinterberg
L’Orso d'argento miglior attore a Majd Mastoura in Inhebbek Hedi da Mohamed Ben Attia. Il film ha ricevuto il Premio quale miglior Opera Prima tra le 18 in concorso dalle varie sezioni.
L’Orso d'Argento per la migliore sceneggiatura a Tomasz Wasilewski con Zjednoczone Stany miłości di Tomasz Wasilewski
L’Orso d'argento per il miglior contributo artistico nelle categorie fotografia, montaggio, colonna sonora, costumi o scenografia a Mark Lee Ping-Bing per la fotografia in Chang Jiang Tu (Crosscurrent) da Yang Chao.
Premio della Giuria Internazionale della selezione Corti è andato a A Man Returned di Mahdi Fleifel che è stato nominato agli EFA 2016.
Per quanto riguarda i premi delle giurie indipendenti sono stati così assegnati:
Premio della Giuria Ecumenicale
Selezione Competizione a Fuocoammare di Gianfranco Rosi
Selezione Panorama: a Les Premiers, les Derniers  di Bouli Lanners
Selezione Forum: Ex aequo a Barakah yoqabil Barakah di Mahmoud Sabbagh e Les Sauteurs di Moritz Siebert, Estephan Wagner, Abou Bakar Sidibé
Premio della Giuria FIPRESCI
Selezione Competizione a Smrt u Sarajevu di Danis Tanović
Selezione Panorama: a Aloys di Tobias Nölle
Selezione Forum: a The Revolution Won’t Be Televised di Rama Thiaw
Premio Amnesty International
Selezione Competizione: Fuocoammare di Gianfranco Rosi
Selezione Generation: Starless Dreams di Mehrdad Oskoukei
Premio della German Art House Cinemas al film in Competizione 24 Wochen di Anne Zohra Berrached
Premio CICAE Art Cinema
Panorama: Grüße aus Fukushima di Doris Dörrie
Forum: Ilegitim di Adrian Sitaru
Premio Label Europa Cinemas a Les Premiers, les Derniers  di Bouli Lanners
Premio della Giuria dei lettori del Tagesspiegel a Fuocoammare di Gianfranco Rosi
Premio della Giuria dei lettori del Berliner Morgen Post a Nikdy nejsme sami di Petr Vaclav
Oggi 22 febbraio la Berlinale ha annunciato le date della 67esima edizione che si terrà dal 9 al 19 febbraio 2017! Per undici giorni la Berlinale ha dimostrato il potere creativo e la diversità del cinema, così come gli ospiti accolti e il pubblico nelle molte tavole rotonde e incontri sulla settima arte. Con 337.000 biglietti venduti è stato raggiunto un nuovo record di presenze nei 66 anni di storia del festival.
 
 
 
 
 

venerdì 19 febbraio 2016

Speciale BERLINALE – 19 febbraio (DAY 9) Gli ultimi due film in concorso dall’Iran e Polonia scombussoleranno i pronostici?

Un imprevedibile storia surreale, Ejhdeha Vared Mishavad! (A Dragon Arrives!) di Mani Haghighi (Iran), e la rivisitazione della rivolta di velluto in Polonia raccontata in Zjednoczone
Stany Miłosci (United States of Love) di Tomasz Wasilewski (PL / Svezia) WP, sono le due pellicole che possono fare la differenza. Cosa sceglierà la Giuria? L’attualità attraverso la settima Arte, o la settima Arte?
Infine Fuori concorso Saint Amour di Ben
oît Delépine,Gustave Kervern (F /B) WP – con un Depardieu in gran forma.
 
 Perspektive Deutsches Kino 2016
Il programma dei dodici film selezionati, tra cui otto lungometraggi e quattro film a medio-lungo fiction e documentari, che si è aperto con il film di fantascienza Meteorstraße (Meteor Street e chiude con gli ultimi due film: TORO di Martin Hawie  e Wir sind die Flut (We are the tide) di Sebastian Hilger.

Domani sapremo quali film sono piaciuti alla Giuria presieduta da Meryl Streep.
Ecco la personale valutazione di nove giorni intensi passati a Berlino limitatamente ai primi cinque film:

  1. Fuocoammare di Gianfranco Rosi (IT / F) – doc WP
  2. Chang Jiang Tu (Crosscurrent) di Yang Chao (Cina)WP
  3. Soy Nero di Rafi Pitts (Germania / F / Messico) WP
  4. Quand on a 17 ans (Being 17) di André Téchiné (F) WP
  5. Smrt u Sarajevu (Death in Sarajevo) di Danis Tanović (F / Bosnia -Erzegovina) WP

Per quanto riguarda l'opera monumentale di Lav Diaz della durata di oltre otto ore, diciamo che è piaciuto a chi ha avuto il coraggio di affrontare la maratona.