Si è
conclusa il 14 maggio – la prima edizione di Cinevasioni, primo festival del cinema
in carcere, in programma dal 9 al 14 maggio all’interno della casa
circondariale della Dozza. La giuria composta da un gruppo di detenuti della
casa circondariale della Dozza e presieduta
dall’attore Ivano Marescotti, ha assegnato il premio – la Farfalla di
ferro –
come Miglior Film Cinevasioni 2016 a Lo chiamavano Jeeg Robot di
Gabriele Mainetti con la seguente motivazione: Questo film rappresenta
una novità assoluta nel panorama cinematografico italiano. E’ un indubbio
capolavoro di recitazione, di esposizione della fantasia e, al contempo,
esprime con sapiente irriverenza i drammi, i sogni e il coacervo di passioni ed
emozioni delle periferie metropolitane. A
ritirare il premio è arrivato lo
stesso Mainetti visibilmente emozionato, accompagnato dal co-sceneggiatore
Roberto Menotti. “Per me è un onore immenso essere premiato qui dentro, perché
il racconto di Jeeg Robot ha a che fare con degli archetipi universali e quindi
è capace di raggiungere una platea vastissima” ha dichiarato Mainetti “non
dimentichiamo, però, che questo è anche un film su un uomo che pensa di avere
il destino segnato ma l’amore l’insegna che non è così. Oggi il mio cuore è
libero”. La premiazione è stata preceduta da un tributo alla Signora
del Cinema Italiano, Claudia Cardinale, che ha partecipato alla giornata
conclusiva di Cinevasioni. La Cardinale che ha ricevuto la Farfalla alla
carriera
dalle mani del Direttore artistico Filippo Vendemmiati, ha così
commentato l’omaggio: “Ero stata in un carcere in Francia tanti anni fa, ma
l’emozione che ho provato oggi supera ogni precedente. Il cinema tra queste
mura ha la C maiuscola: davvero sono io a ringraziare”. Realizzato da D.E-R Associazione
Documentaristi Emilia – Romagna in collaborazione con la Direzione della Casa
Circondariale Dozza di Bologna e con il contributo della Fondazione del Monte
di Bologna e Ravenna, Cinevasioni è organizzato con il sostegno di Rai Cinema.
Una collaborazione importante che ha l’obiettivo di dare più visibilità a un
festival unico nel suo genere e nella sua collocazione e di portare in
proiezione, durante ma anche dopo il festival, opere importanti e di qualità.
. . .ovvero "Scrivere di un Film è il Proseguimento del Piacere di averlo visto"
Descrizione
Anteprime e Recensioni Cinematografiche, tutto quello che c'è da sapere su Festival Internazionali del Cinema e quanto di nuovo succede intorno alla Settima Arte, a cura di Luigi Noera e la gentile collaborazione di Ugo Baistrocchi, Simona Noera e Marina Pavido.
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venerdì 27 maggio 2016
mercoledì 4 maggio 2016
Cinevasioni Primo Festival del Cinema in Carcere 9 -14 maggio Casa Circondariale Dozza di Bologna
Da Matteo Garrone
a Daniele Lucchetti e Gabriele Mainetti, registi in
carcere per la prima edizione del festival

Bologna si prepara ad accogliere la I edizione di Cinevasioni, primo festival del cinema in carcere, in programma dal 9 al 14 maggio all’interno della casa circondariale della Dozza. Non un festival sul carcere, ma un festival in carcere
che sarà aperto anche al pubblico – ingresso libero con posti limitati.
Per le modalità di accredito consultare www.cinevasioni.it/news/modalita-partecipazione-come-spettatori
Realizzato da D.E-R Associazione Documentaristi Emilia – Romagna in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale Dozza di Bologna e con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Cinevasioni è organizzato con il sostegno di Rai Cinema. Una collaborazione importante che ha l’obiettivo di dare più visibilità a un festival unico nel suo genere e nella sua collocazione e di portare in proiezione, durante ma anche dopo il festival, opere importanti e di qualità.
Presentando
una panoramica del miglior cinema italiano contemporaneo a partire dal 2015, la prima edizione di Cinevasioni si propone da un lato di portare il
linguaggio e la cultura cinematografica all’interno della realtà carceraria e
dall’altro di aprire il carcere ad autori e studiosi del cinema.
Undici le opere in Concorso – cinque di finzione e sei di genere documentario
- che saranno proiettate all’interno della sala cinema della Dozza e che
saranno accompagnate e presentate dai loro autori. A giudicarle una giuria formata
dai detenuti che hanno partecipato al corso laboratorio CiakinCarcere e presieduta dal grande mattatore romagnolo Ivano Marescotti, attore di lunga e
provata esperienza sia nel cinema sia nel teatro. La giuria assegnerà al film
vincitore la Farfalla di Ferro, una
scultura disegnata dal pittore Mirko
Finessi e costruita dalla F.I.D. - Fare Impresa in Dozza, l'officina metalmeccanica all’interno del
carcere, nella quale lavorano insieme detenuti e lavoratori metalmeccanici in
pensione. La premiazione è prevista sabato
14 maggio, ultimo giorno del Festival Cinevasioni, e sarà preceduta da un
evento speciale fuori concorso.
Inaugura il Festival “La
Sfida”, cortometraggio nonché sigla di Cinevasioni, con protagonisti
gli stessi detenuti, ideato e girato come saggio finale del corso-laboratorio cinema CiakinCarcere che la D.E-R ha iniziato
con i propri insegnanti, tutti professionisti del settore, dall’inizio di Ottobre nel carcere di
Bologna. Ed è proprio una sfida all’ultima forchetta il soggetto del corto, una
sfida che rappresenta allo stesso tempo un omaggio al grande cinema, ma anche
una provocatoria e ironica rappresentazione dell’elemento simbolo della
condizione carceraria: la qualità del pasto.
Il
programma si articola in due proiezioni
giornaliere – alle 9.30 e alle 14.30 - ognuna delle quali sarà seguita da
un incontro con gli autori o di un
rappresentante dell’opera (attore principale, sceneggiatore, direttore
fotografia, montatore, autore colonna sonora, produttore, distributore).
Primo
film a entrare in carcere – lunedì 9
maggio - il nuovo testamento di Jaco
Van Dormael, ovvero Dio esiste e vive a Bruxelles che
per l’occasione sarà accompagnato e presentato dal suo distributore italiano Andrea Romeo della I Wonder Pictures. Nel
pomeriggio alle 14.30 sarà la volta
invece de Il racconto dei racconti - Tale of Tales fresco vincitore di
ben sette premi ai David 2016 incluso quello come miglior regia, film co-scritto, co-prodotto e diretto
da Matteo Garrone che lo presenterà
e risponderà alle domande del pubblico a fine proiezione.
La
seconda giornata – martedì 10 maggio
– dedicata al tema dei migranti. si apre con il vincitore dell’ultimo festival
internazionale del cinema di Berlino, Fuocoammare di Gianfranco Rosi. A presentare il film e dialogare con il pubblico
ci sarà il giornalista e autore della trasmissione televisiva RAI Doc3, Lorenzo Hendel. A seguire nel
pomeriggio, i lavori di due giovani e talentuosi autori: Irene Dionisio con il pluripremiato Sponde. Nel Sicuro Sole Del Nord,
storia dell'amicizia e della profonda relazione che nasce tra lo scultore e
postino tunisino Mohsen e il becchino in pensione di Lampedusa Vincenzo; e Stefano Etter con The Lives of Mecca, documentario
vincitore del Piemonte Movie gLocal Film Festival 2016, che racconta la realtà
quotidiana de La Mecca, il più grande complesso di American Handball di New York,
a Coney Island. Entrambi i registi saranno presenti per l’incontro con il
pubblico.
La
mattina di mercoledì 11 maggio, la
Dozza apre le porte a una leggenda del
calcio internazionale con la proiezione di Zanetti Story,
l’incredibile documentario di Simone
Scafidi e Carlo A. Sigon, che racconta
l’appassionante storia del capitano nerazzurro più amato. A presentarlo al
pubblico oltre ai due registi, lo stesso Javier
Zanetti e lo scrittore Rudi Ghedini,
co-autore della sceneggiatura. Segue nel pomeriggio, Se Dio vuole, esordio da
regista di Edoardo Falcone, già
co-sceneggiatore delle commedie Nessuno
mi può giudicare, Stai lontana da me e Ti ricordi di me?, qui alle prese con un
film che prova a misurarsi con leggerezza e profondità con il tema del divino.
Falcone parteciperà alla proiezione e all’incontro col pubblico.
Giovedì 12 maggio, alle 9.30 sarà
proiettato Revelstoke – Un bacio nel vento di Nicola Moruzzi, progetto finalista al Premio Solinas nel 2013 e
finanziato anche con una campagna di crowdfunding su Indiegogo con cui ha
raccolto 31,000 dollari (circa 23mila euro). Il documentario è il personale
viaggio in Canada del regista, che sarà presente alla proiezione, sulle tracce
del bisnonno Angelo Conte, emigrato veneto che come molti italiani lasciò il
Paese in cerca di una vita migliore. A seguire nel pomeriggio, quello che può
essere considerato il fenomeno cinematografico della stagione, Lo
chiamavano Jeeg Robot di Gabriele
Mainetti, che si è appena aggiudicato sette riconoscimenti compreso il
miglior esordio, i due attori protagonisti, Claudio Santamaria e Ilenia
Pastorelli, il miglior non protagonista, il "villain" Luca Marinelli
e la migliore non protagonista, Antonia Truppo, ai David 2016. Saranno presenti
alla proiezione il regista, i due sceneggiatori, Nicola Guaglianone e Roberto
Menotti e il musicista Carlo Amato
(Têtes de Bois).
Grande
attesa anche per gli ultimi due titoli in programma venerdì 13 maggio. Alle 9.30. sarà presentato dallo stesso regista,
Mia
madre fa l’attrice di Mario
Balsamo, un personale film/ritratto sulla madre Silvana Stefanini, attrice
di una manciata di film negli anni '50 tra cui La barriera della legge di Piero Costa. Segue, alle 14.30, Daniele Lucchetti con la sua ultima
fatica, Chiamatemi Francesco, primo film su un Papa che sia mai stato
girato nel corso del suo Pontificato. E con il racconto del percorso che ha
portato Jorge Bergoglio, figlio di una famiglia di immigrati italiani a Buenos
Aires, alla guida della Chiesa Cattolica, si chiude il concorso della prima edizione
di Cinevasioni.
L’ultima
giornata del festival - sabato 14 maggio
– sarà dedicata all’annuncio e
premiazione del film vincitore. Precede la
premiazione, la proiezione fuori concorso di Non essere cattivo del
regista Claudio Caligari –
presentato postumo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
del 2015 e vincitore del David di Donatello 2016 per il Miglior Fonico in Presa
Diretta. Il film sarà introdotto dal critico e giornalista cinematografico Roy
Menarini.
Ubicazione:
Bologna, Italia
martedì 19 aprile 2016
DAVID 2016 – luci e ombre sulla kermesse italiana giunta al suo 60esimo compleanno.
Ancora una
volta la cerimonia di premiazione dei David di Donatello, giunta alla sua
60esima edizione fa discutere. Quando a fine marzo uscirono le cinquine delle
candidature non avevamo dubbi che il miglior film fosse Fuocoammare di
Gianfranco Rosi riconosciuto tale anche dalla prestigiosa Giuria della
Berlinale. Ma si sa nessun profeta è amato in Patria. Inoltre per un gioco di
alchimie misteriose il premio è stato assegnato invece a Il racconto dei
racconti - Tale of Tales di Matteo Garrone. Stimiamo il cineasta indipendente
che ha ampiamente meritato i premi tecnici per Miglior costumista con Massimo
Cantini Parrini, Migliore truccatore con Gino Tamagnini e Miglior acconciatore
con Francesco Pegoretti. Il film di Garrone ha ottenuto anche il premio Migliori
effetti digitali realizzati da Makinarium, sebbene meno fantasiosi di quelli di
Lo chiamavano Jeeg Robot realizzati da Chromatica. La stessa pellicola di
Garrone ha surclassato con Peter Suschitzky persino il film Youth - La
giovinezza con Luca Bigazzi nella categoria Migliore direttore della
fotografia. Ci dispiace che l’accurata fotografia di Youth sia stata
penalizzata vincendo solamente il premio Migliore musicista con David Lang e Migliore canzone con SIMPLE SONG
#3 (musica e testi di David Lang) interpretata da Sumi Jo. E’ scandaloso poi
che il premio Miglior sceneggiatura sia andato a Rolando Ravello per il film
Perfetti sconosciuti, piuttosto che a Paolo Sorrentino sempre per il film Youth
- La giovinezza.
In assenza del film di Rosi, Sorrentino aveva tutte le carte
in regola per sbaragliare tutti, invece i due cineasti escono dalla scena in maniera
indecorosa.
Altro film
che ha sbancato i David è Lo chiamavano Jeeg Robot dell’esordiente Gabriele
Mainetti, il quale ha vinto nella sua categoria Miglior regista esordiente ai
danni del poetico Arianna di Carlo Lavagna. Il film di Mainetti ha ricevuto
inoltre il premio Migliore montatore con Andrea Maguolo con la collaborazione
di Federico Conforti. Peccato perché il montaggio di Jacopo Quadri per il film Fuocoammare
è innovativo e di gran lunga superiore. Altro premio ottenuto da Lo chiamavano
Jeeg Robot con la miglior attrice protagonista è andato a Ilenia
Pastorelli che anche in tal caso ha
inaspettatamente oscurato la performance di Valeria Golino in Per amor vostro.
Siamo d’accordo che i due attori Claudio Santamaria e Luca Marinelli abbiano meritato il premio
miglior attore protagonista e non protagonista rispettivamente sempre in Lo
chiamavano Jeeg Robot. Sempre nello stesso film Antonia Truppo è stata premiata
migliore attrice non protagonista. In ultimo Lo chiamavano Jeeg Robot ha vinto
il settimo David Miglior produttore con Gabriele Mainetti per Goon Films.
Il film postumo di Caligari Non essere cattivo, che nelle previsioni era favorito con 15 candidature, si è dovuto accontentare del David Migliore fonico di presa diretta assegnato a , Angelo Bonanni. Quindi l’operazione da tanti auspicata di rendere giustizia al cineasta scomparso da poco non è andata a buon fine.
In assenza del film di Rosi, Sorrentino aveva tutte le carte
in regola per sbaragliare tutti, invece i due cineasti escono dalla scena in maniera
indecorosa.
Altro film
che ha sbancato i David è Lo chiamavano Jeeg Robot dell’esordiente Gabriele
Mainetti, il quale ha vinto nella sua categoria Miglior regista esordiente ai
danni del poetico Arianna di Carlo Lavagna. Il film di Mainetti ha ricevuto
inoltre il premio Migliore montatore con Andrea Maguolo con la collaborazione
di Federico Conforti. Peccato perché il montaggio di Jacopo Quadri per il film Fuocoammare
è innovativo e di gran lunga superiore. Altro premio ottenuto da Lo chiamavano
Jeeg Robot con la miglior attrice protagonista è andato a Ilenia
Pastorelli che anche in tal caso ha
inaspettatamente oscurato la performance di Valeria Golino in Per amor vostro.
Siamo d’accordo che i due attori Claudio Santamaria e Luca Marinelli abbiano meritato il premio
miglior attore protagonista e non protagonista rispettivamente sempre in Lo
chiamavano Jeeg Robot. Sempre nello stesso film Antonia Truppo è stata premiata
migliore attrice non protagonista. In ultimo Lo chiamavano Jeeg Robot ha vinto
il settimo David Miglior produttore con Gabriele Mainetti per Goon Films. Il film postumo di Caligari Non essere cattivo, che nelle previsioni era favorito con 15 candidature, si è dovuto accontentare del David Migliore fonico di presa diretta assegnato a , Angelo Bonanni. Quindi l’operazione da tanti auspicata di rendere giustizia al cineasta scomparso da poco non è andata a buon fine.
Altra
sgradita sorpresa è stato il David per il Miglior documentario lungometraggio
assegnato a S is for Stanley di Alex Infascelli invece che all’altro ben più
coraggioso e potente Lousiana (The Other Side) di Roberto Minervini.
Non poteva
essere diversamente per il Miglior film dell'unione europea vinto da Il figlio
di Saul di Laszlo Nemes (Teodora Film). Qualche riserva sul Miglior film
straniero vinto da Il ponte delle spie di Steven Spielberg invece che da
Remeber di Atom EGOYAN.
Infine si
rimane senza parole dal David Giovani attribuito a La Corrispondenza di
Giuseppe Tornatore. La giuria ha scartato il delicatissimo Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano
Bruno con Paola Cortellesi e Alessandro Gassman. Forse perché i giovani sono
rimasti ancorati alla bellezza statuaria della attrice ucraina Olga Kurylenko
in una pellicola dove non riconosciamo la mano di Tornatore di Nuovo Cinema
Paradiso.
Per inciso
il Premio Miglior cortometraggio 2016 era stato già assegnato a Bellissima di
Alessandro Capitani ai primi di marzo.
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