Descrizione

Anteprime e Recensioni Cinematografiche, tutto quello che c'è da sapere su Festival Internazionali del Cinema e quanto di nuovo succede intorno alla Settima Arte, a cura di Luigi Noera e la gentile collaborazione di Ugo Baistrocchi, Simona Noera e Marina Pavido.



mercoledì 14 giugno 2017

LE VIE DEL CINEMA DA CANNES A ROMA E IN REGIONE DAL 14 AL 18 GIUGNO

Si ripete anche quest’anno la storica rassegna Le Vie Del Cinema da Cannes a Roma e in Regione che si svolgerà nella capitale e in alcuni comuni della Regione dal 14 al 18 giugno. L’evento, che inaugura l’edizione 2017 del progetto Il cinema attraverso i grandi festival, è promossa da ANEC Lazio e vanta la prestigiosa partnership con SIAE, oltre alla consolidata collaborazione con la Regione Lazio e CityFest
- Fondazione Cinema per Roma.
La manifestazione porta in alcune sale romane e laziali una rinomata selezione di film provenienti direttamente dal 70° Festival di Cannes. Numerosi i titoli proposti in anteprima assoluta dalla Selezione Ufficiale (Concorso, Un Certain Regard e Fuori Concorso) e dalla Quinzaine des Réalisateurs, sezione particolarmente attenta alla scoperta di nuovi talenti. I film saranno tutti proiettati in versione originale con i sottotitoli.
Le sale coinvolte sul territorio romano sono l’Eden, il Fiamma e il Giulio
Cesare, ma aderiscono all’iniziativa anche il cinema Etrusco di Tarquinia, il Palma di Trevignano e il Corso di Latina, per estendere l’offerta culturale oltre i confini della capitale. Così come ha sottolineato Il Presidente della Regione Lazio Zingaretti, il quale nel suo intervento di presentazione ha ribadito l'importanza del fare cultura non solo a Roma ma anche nel territorio del Lazio. Ma ha anche lanciato una proposta per realizzare un progetto ambizioso: un Festival dei film mai visti, perché è noto che tanti film dopo il successo ai Festival non vengono distribuiti nelle sale italiane.
Il cartellone propone alcuni dei titoli più significativi del panorama
internazionale. Provenienti dal Concorso, il vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria 120 battiti al minuto di Robin Campillo, il vincitore del Premio della Giuria Loveless del regista russo Andrey Zvyagintsev, il nuovo e atteso film del Premio Oscar® Michael Haneke Happy End, con Isabelle Huppert e Jean-Louis Trintignant e il biopic Le Redoutable, con Louis Garrel che interpreta Jean-Luc Godard, diretto dal Premio Oscar® Michel Hazanavicius.
Presentati Fuori Concorso e inseriti in rassegna anche l’intrigante How to Talk to Girls at Parties del regista statunitense John Cameron Mitchell con Elle
Fanning e Nicole Kidman, vincitrice del premio speciale per il 70° anniversario del Festival e il misterioso Les fantômes d’Ismaël film che ha aperto il Festival di Cannes, scritto e diretto da Arnaud Desplechin, con Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg e Mathieu Amalric.
Dalla sezione Un Certain Regard arriva invece l’italiano Dopo la guerra, pellicola sul terrorismo della giovane regista Annarita Zambrano. Peccato che non sono stati scelti altri titoli da questa sezione ricca di outsider tra i quali segnaliamo l'opera prima di Taylor Sheridan WIND RIVER che ha ricevuto a Cannes il premio come miglior regia. Ma anche

Numerosi i titoli provenienti dalla Quinzaine Des Réalisateurs: The Rider di Chloe Zhao premiato con L'Art Cinema Award, L’amant d’un jour di Philippe Garrel vincitore del Premio SACD degli autori francesi, Nothingwood, documentario diretto da Sonia Kronlud, Patti Cake$, brillante esordio del regista americano Geremy Jasper e l’italiano L’intrusa, opera seconda di Leonardo Di Costanzo.
Anche per questa edizione è prevista la partecipazione di critici cinematografici che introdurranno e svilupperanno i contenuti di alcuni film.
Il programma completo della manifestazione è disponibile online sul sito di ANEC Lazio www.aneclazio.it mentre per tutti gli aggiornamenti durante la rassegna, è possibile consultare la pagina Facebook dell’evento: Le Vie del cinema da Cannes a Roma.
 
INGRESSI:
Intero: 7 euro
Ridotto 6 euro per: over 65, Studenti Universitari, Iscritti SNCCI, Studenti di: Scuola d'arte cinematografica Gian Maria Volonté, Centro Sperimentale di Cinematografia, Link Campus University

Fidelity card: ogni 5 ingressi acquistati, 1 è in omaggio

lunedì 12 giugno 2017

Nelle sale italiane dal 15 giugno, Parigi può attendere - opera prima di Eleanor Coppola - la recensione di Marina Pavido

Parigi può attendere -presentato in anteprima italiana alla 13° edizione del Biografilm  di Eleanor Coppola, moglie del grande cineasta Francis Ford Coppola.
La storia prende il via, non a caso, a Cannes, dove si è da poco concluso il festival e dove, per l’occasione, ha dovuto essere presente anche il produttore Michael Lockwood (Alec Baldwin) insieme a sua moglie Anne (interpretata da una splendida Diane Lane), da lui spesso trascurata a causa della sua professione. L’uomo, subito dopo il festival, deve recarsi fuori dalla Francia per lavoro, ma Anne non può seguirlo in aereo a causa di una forte otite. Sarà un socio in affari di Michael, l’affascinante Jacques (l’attore e regista Arnaud Viard), ad offrirsi per accompagnare la donna in macchina da Cannes a Parigi, dove la coppia dovrà trascorrere qualche giorno di vacanza a casa di amici. Un viaggio che in teoria dovrebbe durare solo sette ore, però, durerà ben due giorni, alla scoperta delle bellezze della Francia, del buon cibo, del buon vino e, soprattutto, di sé stessi.
Una piccola e molto personale commediola romantica, in pratica, che, si presume, può avere grande importanza per chi la realizza, ma, vista da un occhio esterno, può allo stesso tempo lasciare quasi del tutto indifferenti. Di fatto, tecnicamente parlando, non v’è nulla che non vada in questa opera prima della Coppola (d’altronde ha avuto un ottimo maestro per molti anni, oltre alla possibilità di lavorare con una squadra di ricercatissimi professionisti, prima fra tutti la costumista Milena Canonero, giusto per intenderci): lo script funziona, le ambientazioni riescono a rendere perfettamente giustizia ad una nazione tanto bella quanto variegata come la Francia, la regia è pulita e priva di inutili fronzoli. Il tutto pervaso da una grazia e da una delicatezza tipiche della commedia francese (quella ben riuscita, sia chiaro). Eppure, Parigi può attendere non riesce, di fatto, a spiccare il fatidico “salto”.
Il vero problema di questo lavoro di Eleanor Coppola è proprio la mancanza di mordente, una personalità un po’ troppo debole che come conseguenza può avere soltanto il confondersi del lungometraggio nella miriade di commedie del genere che ogni anno fanno la loro apparizione in palinsesto e che, tuttavia, sembrano somigliarsi tutte tra di loro. Forse sarà proprio il fatto di essere “la moglie di”, in questo caso, a far sì che in qualche modo ci si ricordi, in futuro, del lungometraggio in questione. Eppure, la figura di Eleanor Coppola in sé indubbiamente fa molta simpatia: un’anziana ma eclettica signora con la passione per l’arte in tutte le sue forme che dopo gli ottant’anni finalmente decide di realizzare la sua opera prima. E, chissà, magari con i prossimi lavori potrà anche regalarci piacevoli sorprese.



domenica 11 giugno 2017

BIOGRAFILM 9 - 19 giugno Bologna

Biografilm Festival – International Celebration of Lives è il primo evento interamente
dedicato alle storie di vita, che porta in Italia il meglio del cinema biografico e documentario internazionale e ospita ogni anno autori, registi, produttori, artisti, musicisti e grandi protagonisti della cultura contemporanea.
A Biografilm le storie di vita sono intrattenimento, grazie a una selezione di contenuti avvincenti e appassionanti che non mancano mai di coinvolgere il pubblico, ma sono anche il catalizzatore che fa riflettere e dialogare sui temi cruciali della contemporaneità.
Biografilm si propone così di diffondere opere cinematografiche di pregio, di promuovere lo scambio tra generazioni e culture diverse, di formare spettatori curiosi e consapevoli, di valorizzare i nuovi talenti, di organizzare attività di formazione e networking tra professionisti.
CINEMA
Dalla selezione delle più interessanti produzioni internazionali nasce il programma cinematografico di Biografilm, che ogni anno propone al suo pubblico oltre cento lungometraggi tra documentari e film di finzione, la maggior parte dei quali in anteprima nazionale o mondiale.
Il programma si articola in diversi percorsi, omaggi e retrospettive dedicate a personaggi indimenticabili che hanno contribuito a cambiare la nostra visione del mondo.
Le principali sezioni, competitive e non, sono:  Concorso Internazionale (una giuria internazionale assegna il Best Film Award – miglior film – e il Life Tales Award – per il più travolgente racconto biografico); Concorso Italia (una giuria dedicata assegna il Biografilm Italia Award); Biografilm Europa (una selezione dedicata a significativi film di finzione europei); Contemporary Lives (una selezione di documentari che indaga grandi temi d’attualità a livello internazionale); Biografilm Music (una selezione di titoli in anteprima dedicati a personalità della musica); Biografilm Art (una selezione di titoli in anteprima dedicati al mondo dell’arte); Best of Fest (il meglio dei film premiati ai maggiori festival di documentari del mondo); Storie Italiane (una selezione di documentari dedicati a personaggi e storie che hanno influenzato significativamente il panorama culturale italiano).
BIO TO B | DOC & BIOPIC BUSINESS MEETING
Bio To B | Doc & Biopic Business Meeting è l’appuntamento che Biografilm Festival - International Celebration of Lives dedica al networking business to business tra professionisti, con l’obiettivo di promuovere e supportare le produzioni italiane ed europee di documentari biografici e biopic. Il programma della durata di tre giorni, si articola tra sessioni di pitching di progetti con assegnazione di premi finali, incontri one to one, panel di approfondimento e tavole rotonde.
BIOGRAFILM PARK
Il Biografilm Park (Bio Parco) è la rassegna di eventi fuori sala di Biografilm Festival che anima ogni anno il Parco del Cavaticcio a Bologna, proponendo quotidianamente concerti, dj set, attività per bambini, spettacoli e incontri all’aria aperta. La rassegna musicale, vero cuore del Biografilm Park, offre nel mese di giugno quasi tre settimane di concerti, che raccolgono il meglio delle band indipendenti italiane e internazionali.
Ma Biografilm Park è anche street food: il Parco del Cavaticcio infatti ospita il Biografilm Food District, dove è possibile assaporare un’ampia selezione di proposte culinarie, tra piatti tipici del territorio e specialità di cucina internazionale. Nel Food District, il cibo diventa uno strumento per la diffusione di quei valori che Biografilm promuove sin dalla sua nascita: cultura, convivialità, tradizione e innovazione, qualità e rispetto per l’ambiente.
BIOGRAFILM SCHOOL
Biografilm School è l’innovativo progetto di formazione promosso da Biografilm Festival e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna rivolto a giovani dai 18 ai 25 anni nati e/o residenti a Bologna e Ravenna (e provincia) o iscritti in corso all'Università di Bologna o Ravenna o all'Accademia di Belle Arti di Bologna. La proposta formativa è legata alle attività e agli ospiti di Biografilm Festival, e si articola in momenti esclusivi di approfondimento teorico e pratico dei mestieri del cinema.
BIOGRAFILM FOOD ACADEMY
Individuando nella cultura gastronomica locale e nazionale un grande punto di forza, Biografilm mette a disposizione degli ospiti e del pubblico ogni anno una vasta scelta di prodotti eno-gastronomici eccellenti.
La Biografilm Food Academy è lo spazio che Biografilm dedica alla cultura del cibo, che da un lato offre agli ospiti internazionali di Biografilm l'esperienza di assaporare il gusto della tradizione locale, e dall’altro lato offre al pubblico dei momenti dedicati all’approfondimento dell'innovazione eno-gastronomica attraverso l’incontro con gli chef più rinomati.
SALA BIOGRAFILM
Sala Biografilm nasce dalla consolidata esperienza di Biografilm Festival | International Celebration of Lives con l'obiettivo di prolungare tutto l’anno le emozioni del festival, grazie a un appuntamento settimanale che offre in anteprima nelle sue tre sale di Milano, Bologna e Roma, i film più attesi della stagione in lingua originale.




















Nelle sale italiane dall’8 giugno, La mummia diretto da Alex Kurtzman . la recensione di Marina Pavido

Nelle sale italiane dall’8 giugno, La mummia è l’ultimo, lanciatissimo blockbuster diretto da
Alex Kurtzman, nonché remake dell’omonimo film del 1932 – diretto da Karl Freund, con il grande Boris Karloff. Con tale lungometraggio verrà riavviata la fortunata saga iniziata nel 1999.
Ci troviamo nell’antico Egitto. La principessa Ahmanet, dopo aver ucciso suo padre ed il fratellino appena nato, che le avrebbe strappato il trono, viene mummificata viva. Circa duemila anni dopo la sua tomba viene dissotterrata ed aperta, facendola, così, risorgere e minacciando di conseguenza l’incolumità dell’intero pianeta.
Operazione rischiosa, quella di rispolverare un grande classico che ha avuto successo in passato, ma che, per quanto riguarda la relativamente recente saga che ne è nata, non ha certo avuto ciò che si dice un seguito “dignitoso”. Perché se già i tre recenti film hanno fatto storcere il naso, da un punto di vista qualitativo, a pubblico e critica, l’idea di ritornare, in qualche modo alle origini, impiegando, in questo caso, l’uso del 3D e dando vita a personaggi che hanno il difficile compito di reggere sulle proprie spalle non solo l’intero lungometraggio, ma anche – si presuppone – i prossimi a venire, di certo non lascia presagire il meglio. E infatti, purtroppo, le aspettative si sono rivelate fondate.
Di fianco ad una regia tutto sommato buona (la produzione, di fatto, ha scelto un buon mestierante in merito), con esplosioni e scene subacquee decisamente ben riuscite (e ben valorizzate da un 3D che solo in momenti come questi si è rivelato realmente utile), troviamo uno script ricco di forzature, con frequenti trovate che scadono nel ridicolo involontario ed un protagonista talmente caricato e poco credibile da non riuscire ad empatizzare con il pubblico neanche dopo quasi due ore di film.
Cosa resterà, alla fine, al pubblico? Di fatto, ben poco. Ed ecco che, dopo una visione come questa, ci troviamo a rimpiangere le piccole, preziose pellicole statunitensi degli anni Trenta, quando i mostri creati per il grande schermo erano davvero indimenticabili.
Marina Pavido


sabato 10 giugno 2017

SPLENDOR AWARDS 2017

In questo fine settimana  è andato in onda in seconda serata su Iris un appuntamento inedito del programma 'Splendor – Suoni e Visioni' che ha ideato, in collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà e Cinecittà News, gli Splendor Awards, riconoscimenti dedicati a chi il cinema lo fa e che nel corso degli ultimi mesi si è distinto per bravura.
Nel corso della puntata, condotta dal critico cinematografico Mario Sesti  volti celebri si sono alternati sul palco del Teatro Rossellini di Roma per la consegna dei premi volti a celebrare i loro ultimi lavori al cinema, in teatro, in concerto o ancora le loro opere di scrittura.
Hanno ricevuto lo Splendor Awards l’attore e regista Sergio Castellitto per la destrezza e 

la velocità del movimento davanti e dietro la camera; Sabina Guzzanti, cortocircuito vivente di scrittura e recitazione, che ha trasformato la satira in un’avventura di linguaggio;  Sabrina
Impacciatore
premiata per il teatro, che ha reso incandescente di carne e allegria con la sua “Venere in pelliccia”.
Ed ancora Splendor Awards a Paola Cortellesi e Riccardo Milani per lo stile diverso con il quale abitano il cinema e probabilmente tutto ciò che fanno insieme; a Leonardo Di Costanzo per l’esperienza documentaria e due bellissimi film, L’intervallo e L’intrusa, che hanno dato vita a volti e mondi sconosciuti e indimenticabili; a Nicola Guaglianone, perché i suoi recenti lavori da sceneggiatore hanno ridato vitalità al cinema e alle nostre di vite; alle esordienti Marianna e Angela Fontana che in Indivisibili hanno dato valore allo stupore; ad Andrea Carpenzano per la sua inquieta ed elegante interpretazione in Tutto quello che vuoi. Infine, premiati Tommaso Paradiso, per la sua musica zuppa di citazioni e coloriture, Giulia Ambrogi, per il suo impegno e la sua dedizione nella street art, e allo scrittore
Mauro Covacich per la falcata ostinata e avida della sua scrittura e del suo sguardo così palese ne La città interiore. Ma anche Isabella Ragonese per le sue ultime interpretazioni candidata ai NASTRI d'argento. (Fonte ANSA)

giovedì 8 giugno 2017

Il crimine non va in pensione è l’opera prima dell’attore Fabio Fulco - la recensione di Marina Pavido

Edda, anziana signora che vive in una casa di riposo, è stata costretta ad impegnare la propria fede nuziale al fine di aiutare la figlia in gravi ristrettezze economiche. In seguito a ciò, la donna viene colta da un malore ed i suoi amici, anche loro pensionanti della medesima residenza per anziani, decidono di organizzare una rapina – con l’aiuto dell’inserviente Sasà – in una sala bingo della zona, al fine di aiutare la loro amica.
Indubbiamente, e già dai primi minuti, si notano ottime intenzioni da parte dell’attore/regista: il suo è uno sguardo che di certo vuol bene ai protagonisti e che denota particolare attenzione e sensibilità verso il mondo degli anziani stesso. Uno sguardo, dunque, sì onesto, ma che – vista la poca esperienza dietro la macchina da presa – risulta talvolta eccessivamente ingenuo e maldestro.
Troppo invadente, ad esempio, il commento musicale, condito da inquadrature e movimenti di macchina che tanto stanno a ricordarci un videoclip, ma che risultano, in realtà, decisamente forzate. Stesso discorso vale per i titoli di testa, quando ci vengono presentati i protagonisti alla tarantiniana maniera: una trovata tra le più abusate della storia del cinema (forse addirittura più del famoso fermo immagine a conclusione de I 400 colpi di François Truffaut).
Il resto è, purtroppo, qualcosa di fortemente prevedibile: una sceneggiatura dove, condite di quando in quando da qualche trovata divertente, fa da protagonista una serie di battute decisamente poco naturali, insieme a pericolosi buchi all’interno dello script stesso; un malriuscito tentativo di dar luce ad una storia corale (ma, si sa, nessuno è Robert Altman) e, infine, una maldestra direzione attoriale e personaggi che non sempre risultano appropriati al contesto (la scelta di Stefania Sandrelli e di Ivano Marescotti, ad esempio, non si è rivelata troppo giusta, dal momento in cui entrambi gli interpreti sono decisamente troppo giovani per impersonare due anziani in una casa di riposo).
Opera prima sentita, ma poco riuscita, dunque. Peccato. Perché il tema di base avrebbe potuto dar vita a qualcosa di decisamente interessante. Eppure, basterebbe fare un salto di pochi anni indietro per ritrovarsi davanti un’altra opera prima, anch’essa diretta da un attore, anch’essa ambientata in una casa di riposo. Stiamo parlando del delizioso Quartet, di Dustin Hoffman. Ma questa è un’altra storia.

NASTRI D’ARGENTO 2017: un assaggio e i pronostici sulla serata al Teatro Greco di Taormina del 1° Luglio


Si è svolta presso il MAXXI di Roma come già per la 70ma edizione l’annuncio delle candidature dei NASTRI d’Argento edizione 2017 che per certi versi ripropone con nuovi ingressi e due importanti esclusioni per via del periodo considerato le candidature dei David di Donatello.

In quella occasione appunto oltre alle pellicole adesso escluse La Pazza Gioia e Via col Vento aveva primeggiato Indivisibili di Edoardo De Angelis con sei statuette. Non di meno ai Nastri d’Argento Indivisibili bissa ben sette candidature in compagnia di La Tenerezza di Gianni Amelio e del recente film Fortunata di Sergio Castellitto che ha tenuto alta la nostra bandiera nella selezione Un Certain Regard di Cannes grazie alla vittoria della brava Jasmine Trinca. Ma da Cannes il Sindacato dei giornalisti ha attinto a piene mani candidando altri due film: SICILIAN GHOST STORY di Antonio PIAZZA e Fabio GRASSADONIA e CUORI PURI opera
prima di Roberto De Paolis. Il primo scelto come film di inaugurazione della sezione autonoma La Semaine de la Critique, il secondo selezionato alla sezione Quinzaine des Realisateurs. Quest’ultimo, dispiace dirlo, è la copia imperfetta dell’opera prima di Marco
Danieli La ragazza del Mondo. Cuori puri va infatti ad esaminare una stereotipa periferia romana, invece La Ragazza del Mondo supera questi limiti mostrandoci tale e quale la setta dei testimoni di Geova. Potremmo dire dal particolare all’universale e qui sta la differenza. Tra gli altri segnaliamo il film di Fabio Mollo Il Padre d’Italia che può contare su quattro candidature oltre lo script anche per l’attore protagonista Luca Marinelli, l’attrice protagonista Isabella Ragonese e l’attrice non protagonista Anna Ferruzzo. Ma anche il film outsider Orecchie di Alessandro Aronadio candidato come miglior commedia ha buone chance. Tra le candidature emergono Indivisibili che dovrebbe fare il pieno (6) e Sicilian Ghost Story a pari merito con Il Padre d’Italia (4) seguiti da Fortunata (3).
Ma ecco le cinquine e in grassetto i nostri gradimenti:
MIGLIOR FILM - Gianni AMELIO : LA TENEREZZA, Francesco BRUNI: TUTTO QUELLO CHE VUOI, Sergio CASTELLITTO: FORTUNATA, Edoardo DE ANGELIS: INDIVISIBILI, Claudio GIOVANNESI: FIORE. Quest’ultimo per il pathos della narrazione merita il premio.
MIGLIORE REGIA - Gianni AMELIO: LA TENEREZZA, Marco BELLOCCHIO: FAI BEI SOGNI, Edoardo DE ANGELIS: INDIVISIBILI, Ferzan OZPETEK: ROSSO ISTANBUL, Antonio PIAZZA e Fabio GRASSADONIA: SICILIAN GHOST STORY. I due registi siciliani insieme a Edoardo De Angelis possono aspirare al premio.
MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE - Vincenzo ALFIERI: I PEGGIORI, Marco DANIELI: LA RAGAZZA DEL MONDO, Roberto DE PAOLIS: CUORI PURI, Andrea DE SICA: I FIGLI DELLA NOTTE, Fabio GUAGLIONE e Fabio RESINARO: MINE. Nella cinquina Marco Danieli, già vincitore del David Giovane ha le maggiori chance di bissare
COMMEDIA - L’ORA LEGALE di Salvo FICARRA e Valentino PICONE, LASCIATI ANDARE di Francesco AMATO, MOGLIE E MARITO di Simone GODANO, OMICIDIO ALL’ITALIANA di Maccio CAPATONDA, ORECCHIE di Alessandro ARONADIO. Come ha spiegato la Presidente del Sindacato questa categoria attraversa un momento complicato ed il sindacato è andato a pescare opere che possano stupire lo spettatore. Tra queste Orecchie di Alessandro Aronadio ci sembra quella che interpreta meglio lo stato dell’arte della commedia italiana.
SOGGETTO - Michele ASTORI, Pierfrancesco DILIBERTO (PIF) per IN GUERRA PER AMORE, Massimiliano BRUNO, Herbert Simone PARAGNANI, Gianni CORSI per BEATA IGNORANZA, Nicola GUAGLIANONE per INDIVISIBILI, Edoardo LEO per CHE VUOI CHE SIA, Fabio MOLLO, Josella PORTO per IL PADRE D’ITALIA. Sono due i più probabili film a cui andrà il premio: Indivisibili e Il Padre d’Italia.
SCENEGGIATURA - Francesco BRUNI per TUTTO QUELLO CHE VUOI, Ugo CHITI, Gianfranco CABIDDU, Salvatore DE MOLA con Francesco MARINO
per LA STOFFA DEI SOGNI, Claudio GIOVANNESI, Filippo GRAVINO, Antonella LATTANZI    per FIORE, Alex INFASCELLI, Francesca MANIERI per PICCOLI  CRIMINI CONIUGALI, Margaret MAZZANTINI per FORTUNATA. La stoffa dei Sogni è certamente il film che merita il riconoscimento.
MIGLIOR PRODUTTORE - Claudio BONIVENTO: IL PERMESSO – 48 ORE FUORI, Beppe CASCHETTO: FAI BEI SOGNI,  TUTTO QUELLO CHE VUOI, Beppe CASCHETTO, Rita ROGNONI: FIORE, Attilio DE RAZZA: L’ORA LEGALE, Attilio DE RAZZA, Pier Paolo VERGA: INDIVISIBILI, Gaetano DI VAIO, Gianluca CURTI: FALCHI, Nicola GIULIANO ,Francesca CIMA, Carlotta CALORI, Viola PRESTIERI: FORTUNATA, Nicola GIULIANO, Francesca CIMA, Carlotta CALORI, Massimo CRISTALDI: SICILIAN GHOST STORY. Sono due le produzioni che meritano, oltre a Indivisibili anche Sicilian Ghost Story che ha messo a nudo poeticamente una storia dolorosa per la Sicilia.
ATTRICE PROTAGONISTA - Giovanna MEZZOGIORNO, Micaela RAMAZZOTTI: LA TENEREZZA, Isabella RAGONESE: SOLE CUORE AMORE –  IL PADRE D’ITALIA, Greta SCARANO: LA VERITÀ STA IN CIELO, SMETTO QUANDO VOGLIO MASTERCLASS, Sara SERRAIOCCO: LA RAGAZZA DEL MONDO – NON E’UN PAESE PER GIOVANI, Jasmine TRINCA: FORTUNATA. Per noi la sfida è a due tra la Isabella Ragonese e la Jasmine Trinca, quest’ultima reduce vittoriosa da Cannes.
ATTORE PROTAGONISTA - Renato CARPENTIERI: LA TENEREZZA, Alessandro GASSMANN, Marco GIALLINI: BEATA IGNORANZA, Luca MARINELLI: IL PADRE D’ITALIA, Michele RIONDINO: LA RAGAZZA DEL MONDO, Toni SERVILLO: LASCIATI ANDARE. In questo caso la partita si riduce tra il grande Tony Servillo e il giovane lanciatissimo Luca Marinelli.
ATTRICE NON PROTAGONISTA  - Barbora BOBULOVA: CUORI PURI – LASCIAMI PER SEMPRE, Margherita BUY: COME DIVENTARE GRANDI NONOSTANTE I GENITORI – QUESTI GIORNI, Sabrina FERILLI: OMICIDIO ALL’ITALIANA, Anna FERRUZZO: IL PADRE D’ITALIA, Carla SIGNORIS: LASCIATI ANDARE. La coppia formata da Barbora BOBULOVA e Anna FERRUZZO, scelte da Francesco Munzi in Anime Nere, sono quelle che più delle altre colleghe potrebbero aspirare al riconoscimento.
ATTORE NON PROTAGONISTA - Claudio AMENDOLA, Luca ARGENTERO: IL PERMESSO 48 ORE FUORI, Alessandro BORGHI: FORTUNATA  – IL PIÙ GRANDE SOGNO, Ennio FANTASTICHINI: CAFFÈ – LA STOFFA DEI SOGNI, Valerio MASTANDREA: FIORE, Edoardo PESCE: CUORI PURI – FORTUNATA. Ai David avevamo preferito Ennio Fantastichini ed aveva vinto Valerio Mastrandrea, qui diciamo che Alessandro Borghi e Edoardo
Pesce svettano per la loro caratteristica da una parte lo sfigato e dall’altra il cattivo che ammalia.
COLONNA SONORA - Enzo AVITABILE: INDIVISIBILI, Nino D’ANGELO: FALCHI, Stefano DIBATTISTA: SOLE CUORE AMORE, Giuliano SANGIORGI: NON E’ UN PAESE PER GIOVANI, Giuliano TAVIANI, Carmelo TRAVIA: ROSSO ISTANBUL. Indivisibili ha vinto il David e si conferma quello più quotato.
CANZONE ORIGINALE - ABBI PIETÀ DI NOI musica e testi di Enzo AVITABILE interpretata da Enzo AVITABILE, Angela e Marianna FONTANA per Indivisibili, DONKEY FLYIN’ IN THE SKY – Musica e testi di Santi Pulvirenti – Interpretata da THONY per In guerra per amore, HO PERSO IL MIO AMORE composta da Cheope, Federica Abbate e Giuseppe Anastasi – interpretata da ARISA per La verità  vi spiego sull’amore, L’ESTATE ADDOSSO musica di Lorenzo CHERUBINI – JOVANOTTI, Christian RIGANO e Riccardo ONORI  testi di L. CHERUBINI,  Vasco BRONDI  – interpretata da Lorenzo JOVANOTTI per L’estate addosso, QUANDO LE CANZONI FINIRANNO – Musica e testi di Diego Mancino, Dario Faini – Interpretata da EMMA per La cena di Natale, ma Indivisibili non ha rivali!
Nella stessa serata per le categorie cosiddette tecniche sono stati proclamati, come ormai è consuetudine i vincitori:
FOTOGRAFIA – tra Luca BIGAZZI: LA TENEREZZA – SICILIAN GHOST STORY, Arnaldo  CATINARI: PICCOLI CRIMINI CONIUGALI –  TUTTO QUELLO CHE VUOI, Duccio CIMATTI: LA GUERRA DEI CAFONI, Daniele CIPRÌ: FAI BEI SOGNI – FIORE, Gian Filippo CORTICELLI: ROSSO ISTANBUL, il Nastro d’argento è andato a Luca Bigazzi.
SCENOGRAFIA – tra Giancarlo BASILI: LA TENEREZZA, Dimitri CAPUANI: I FIGLI DELLA NOTTE, Marco DENTICI: FAI BEI SOGNI  – SICILIAN GHOST STORY, Marina PINZUTI ANSOLINI: PICCOLI CRIMINI CONIUGALI, Alessandro VANNUCCI: SMETTO QUANDO VOGLIO MASTERCLASS, il Nastro d’argento è andato a Marco Dentici.
COSTUMI – tra Daria CALVELLI: FAI BEI SOGNI, Massimo CANTINI PARRINI: INDIVISIBILI, Beatrice GIANNINI, Elisabetta ANTICO: LA STOFFA DEI SOGNI, Patrizia MAZZON: SMETTO QUANDO VOGLIO MASTERCLASS, Cristiana RICCERI: IN GUERRA PER AMORE, il Nastro d’argento è andato a Massimo Cantini Parrini bissando i David.
MONTAGGIO – tra Francesca CALVELLI: FAI BEI SOGNI, Jacopo QUADRI: GUERRA DEI CAFONI, Matteo SANTI, Fabio GUAGLIONE, Filippo Mauro BONI: MINE, Roberto SICILIANO: IL PERMESSO – 48 ORE FUORI, Giuseppe TREPICCIONE: FIORE, il Nastro d’argento è andato a Francesca Calvelli.
SONORO in PRESA DIRETTA – tra Stefano CAMPUS: IL PERMESSO – 48 ORE FUORI, Gianluca COSTAMAGNA:  TUTTO QUELLO CHE VUOI, Alessandro ROLLA: FORTUNATA, Remo UGOLINELLI, Alessandro PALMERINI: SOLE CUORE AMORE, Alessandro ZANON: LA TENEREZZA, il Nastro d’argento è andato ad Alessandro Rolla.
Ad inizio di serata Paolo Sorrentino ha ricevuto il Nastro dell’anno  insieme ai produttori italiani della serie The Young Pope per Wildside Lorenzo Mieli e Mario Gianani, per Sky Italia, con Andrea Scrosati, Nils Hartmann, Roberto Amoroso e Sonia Rovai. Di grande livello anche il cast creativo e tecnico della serie: un Nastro collettivo assegnato quindi  anche al talento di  Umberto Contarello, Tony Grisoni e Stefano Rulli per la sceneggiatura, Luca Bigazzi per la fotografia, Carlo Poggioli e Luca Canfora per i costumi, Ludovica Ferrario per la scenografia, Lele Marchitelli per le musiche, Cristiano Travaglioli per il montaggio e a Emanuele Cecere per il sonoro.
Inoltre sono stati annunciati i due riconoscimenti dedicati per l’attenzione al cinema civile, in particolare sul tema del lavoro a 7 minuti di Michele Placido e Sole cuore amore di Daniele Vicari.E' stato riconosciuto un Premio
anche ai due attori protagonisti di Monte di Amir Naderi, Claudia Potenza e Andrea Sartoretti per l’impegno speciale in una prova di interpretazione anche fisicamente durissima.
Protagonisti  della serata anche i due  vincitori dei Nastri eccellenti di quest’annata: Roberto Faenza e Giuliano Montaldo. A Faenza è assegnato il Nastro ‘alla carriera’ per il suo primo mezzo secolo di cinema nell’anno del suo La verità sta in cielo sul mistero, ancora aperto, della scomparsa di Emanuela Orlandi. A Montaldo un Nastro speciale come protagonista di Tutto quello che vuoi, il film di Francesco Bruni in cui il regista ci ha consegnato, come attore, un’interpretazione sorprendente che conquista anche i più giovani, regalandoci con leggerezza  la poesia di un’inedita comicità.
Nella hall del MAXXI era presente anche Anthony Barbagallo, Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana la quale finanzia la serata al Teatro Antico di Taormina di sabato 1° Luglio, gran finale dei Nastri. “Puntiamo sul cinema e la cultura anche per il rilancio economico e turistico dell’isola. In quella occasione verrà consegnato il Nastro d’Argento europeo 2017 a Monica Bellucci, per l’impegno nella sua ultima interpretazione del film di Emir Kusturica “ON THE MILKY ROAD – Sulla via lattea”. Un premio che sottolinea non solo il fascino e la bellezza di una protagonista italiana ormai considerata in vetta allo star system mondiale, ma la vera e propria sfida che la Bellucci ha vinto affrontando un’interpretazione impegnativa che le scrolla di dosso l’immagine con la quale ha conquistato il pubblico e il cinema internazionale. E’ pure stato dato l’annuncio del film vincitore nella cinquina speciale quest’anno dedicata ai giovani tra L’estate addosso di Gabriele Muccino, Non è un Paese per giovani di Giovanni Veronesi, Piuma di Roan Johnson, Slam-Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli  The start up-Accendi il tuo futuro di Alessandro D’Alatri. Con tanti ringraziamenti da parte
dell’interessato è stato premiato Piuma di Roan Johnson.
In conclusione di serata sono stati proclamati i “Biraghi”  le iniziative per il cinema giovane insieme a Nuovo Imaie  e SIAE. Dedicati  al ricordo di Josciua Algeri giovane protagonista di Fiore, scomparso tragicamente da pochi mesi, quest’anno i Premi ‘Guglielmo Biraghi’ per gli esordienti vanno, a Roma, a Brando Pacitto  (L’estate addosso, Piuma) e Daphne Scoccia (Fiore) con due menzioni speciali per Andrea Carpenzano (Tutto quello che vuoi) e Vincenzo Crea (I figli della notte).

Doppio Biraghi, a Taormina, anche per Angela e Marianna Fontana (Indivisibili). Con due ‘borse’ di formazione si aggiungono al palmarès dei ragazzi per il secondo anno i Biraghi-Nuovo Imaie 2017, che il Sngci ringrazia per la collaborazione, per i giovanissimi protagonisti di Il permesso 48 ore fuori Valentina Bellè  e  Giacomo Ferrara , premiati, stasera proprio dal regista del film, Claudio
Amendola.
La Patron della serata Laura Delli Colli, coadiuvata da Maurizio Di Rienzo,  ha salutato infine cinque registi e altrettanti titoli non troppo facili da trovare in sala, che meritano invece di essere più visti, recuperati oltre una distribuzione difficile, magari dal circuito delle rassegne e dei festival di qualità. Il SNGCI ha deciso di segnalarli all’attenzione degli esercenti più attenti al cinema indipendente ma anche dei direttori di festival e dell’associazionismo culturale. Si inaugura così un’iniziativa del Sindacato riservata al cinema indipendente, o comunque ad autori e titoli capaci di portare sullo schermo contenuti e storie capaci di provocare nuove emozioni.  O cogliere spunti di denuncia e riflessione sociale poco frequentati anche da molto cinema d’autore. Ecco i titoli:
Cronaca di una passione di Fabrizio Cattani: La crisi economica attraverso un dramma sociale e personale in una tragedia di ordinaria quotidianità
L’accabadora di Enrico Pau: Una Sardegna inedita nell’esplorazione di riti e credenze antiche, ancora vive.
La notte non fa più paura  di Marco Cassini: Una riflessione anche esistenziale sul terremoto dell’Emilia. I sopravvissuti, molti operai, tra dolore, rabbia e ricostruzione
My Italy di Bruno Colella: Originale, curioso, colto. Quattro grandi artisti contemporanei in un inedito road movie che racconta l’Italia e gli italiani
Talking to the trees di Ilaria Borrelli: La piaga del turismo sessuale sulle bambine, in Thailandia e il coraggio di una donna,in una piccola grande storia di denuncia.

martedì 6 giugno 2017

KARAWANFEST - 6 / 11 GIUGNO 2017


AL VIA A ROMA  A INGRESSO GRATUITO LA SESTA EDIZIONE DEL
FESTIVAL CHE TRATTA I TEMI DELLA CONVIVENZA CON LE COMMEDIE IN UN’INEDITA VESTE OPENAIR, TRA I CORTILI DI TOR PIGNATTARA E PIGNETO

6 giorni di cinema e incontri dedicati al tema: Illuminando le paure
6 cortili · 8 film · 2 anteprime italiane · 1 anteprima europea
ospiti Pegah Ferydoni e Arifur Rahman
Dal 6 all’11 giugno torna a Roma KarawanFest, il primo e unico evento cinematografico che - a ingresso gratuito fino a esaurimento posti - tratta i temi della convivenza e dell’incontro tra culture in tono programmaticamente non drammatico, puntando a ribaltare stereotipi e cliché e proponendo visioni non convenzionali.
Per la sua sesta edizione Karawan torna alle origini nomadi, migrando di sera in sera nei cortili di Tor Pignattara e del Pigneto, e illuminando con la luce del grande cinema le paure e le diffidenze, per favorire momenti di incontro proprio nei cortili, luoghi naturali dello scambio e della condivisione. Nato a Tor Pignattara nel 2012, il progetto mette il cinema al centro di un percorso di coesione sociale e reciproca conoscenza, per riappropriarsi di spazi comuni nel segno della condivisione e dell’arricchimento culturale.
Dal 6 all’11 giugno, Karawan presenterà, ogni sera in un cortile diverso, commedie, racconti di formazione e documentari brillanti, con un’attenzione sempre particolare rivolta alle nuove generazioni di autori e registi emergenti. 8 film rappresentativi delle comunità più numerose del territorio, tutti in lingua originale con sottotitoli in Italiano, molti dei quali in anteprima. Film da tutto il mondo, che raccontano storie di paure superate, rovesciate, cancellate attraverso piccoli grandi atti di coraggio e apertura. Che non sono atti eroici o gesta esemplari, ma creazioni, scoperte, dialoghi, scommesse, amori. Gesti semplici, che ogni giorno si osservano nelle strade dei nostri quartieri, e che sono rievocate nei film in programma, nei laboratori, nelle storie che saranno raccontate al festival. Insieme.
Ogni film sarà introdotto da incursioni e performance artistiche per avvicinare il pubblico alla cultura delle comunità presenti, a cura di Asinitas Onlus, partner del progetto, che presenterà anche racconti provenienti da diverse tradizioni culturali con Narramondi: un gruppo misto di giovani donne cantastorie italiane e straniere.
Un’altra importante novità del 2017 è il gemellaggio con l’analoga manifestazione milanese Cinema di Ringhiera, ideata e diretta da Antonio Augugliaro, co-regista di  Io sto con la sposa e realizzata dall’associazione Nuovo Armenia. Entrambe le manifestazioni sono sostenute dal MiBACT con il contributo di MigrArti II edizione 2017, e condividono oltre alle tematiche, la natura itinerante nei cortili dei palazzi, a stretto contatto con le comunità e la cittadinanza. Anche il tema sarà comune: illuminando le paure. Con la luce del cinema, della cultura, dell’incontro, della condivisione. Questo gemellaggio, insieme alla collaborazione con Yalla Shebab Film Festival di Lecce, ha l’obiettivo di costituire un network su scala nazionale per lo scambio e la circuitazione dei film selezionati, e creare una tessitura che unisca le realtà in un racconto corale, radicato nel locale ma che assume contestualmente anche una dimensione nazionale.
Si parte oggi martedì 6 giugno, dal cortile della Biblioteca Goffredo Mameli al Pigneto dove verrà proiettato in anteprima europea, grazie alla collaborazione dell’Ambasciata del Bangladesh, Kingdom of Clay Subjects, la folgorante opera prima del giovane regista bengalese Bijon. Nel segno di Satyajit Ray e Vittorio De Sica, il film è un’ode al diritto al sogno e al futuro, alla conoscenza come forma di libertà. Sarà presente per incontrare il pubblico il creative producer del film, Arifur Rahman. Abbiamo scelto di partire dal Bangladesh con un’opera così potente per dare voce ai talenti artistici e alla ricchezza culturale del paese da cui proviene la più grande comunità bengalese d’Europa, quella di Tor Pignattara.
Proprio per guardare alle comunità e al territorio con uno spirito europeo, Karawan in collaborazione con il Goethe-Institut Rom e il Forum Austriaco di Cultura per il secondo anno propone il progetto Making Heimat, per contribuire a illuminare di nuovi significati i concetti di identità e cittadinanza, a partire dall’intraducibile parola tedesca Heimat, e sollecitare l’opinione pubblica su quanto i confini possano essere spostati per includere e non per escludere. Con il Forum Austriaco verrà presentato il docufilm KINDERS, scelto per la consueta matinée che Karawan dedica alle scuole del territorio. In collaborazione con il Goethe-Institut Rom verrà presentato martedì 7 giugno  300 Worte Deutsch (300 parole in tedesco), frizzante commedia turco-tedesca sull’Islamofobia, in cui un corso accelerato di tedesco per far ottenere la cittadinanza a un gruppo di giovani turche, diventa anche l’occasione della presa di coscienza come donne. Sarà presente l’attrice protagonista Pegah Ferydoni, star di Donne senza uomini e Kebab for Breakfast, che incontrerà il pubblico e le donne della scuola di italiano per donne straniere del Centro Interculturale Miguelim, con le quali condivideremo prima della proiezione anche il momento dell’Iftar, il pasto serale che spezza il digiuno del Ramadan.
Il 10 giugno Karawan Fest accoglie a Roma gli amici di Cinema di Ringhiera, che presenteranno il docufilm Patience, patience… Tu iras au paradis in vista dello “scambio” che avverrà il 24 giugno, quando Karawan porterà a Milano il documentario Luoghi comuni di Angelo Loy, prodotto da Asinitas. Infine, domenica 11 giugno gran finale in salsa carioca a Largo Raffaele Pettazzoni, adiacente il parco Giordano Sangalli: una festa dedicata all’unione di popoli e culture nel segno di sport e cinema. Verranno proiettati due film legati al mondo del calcio, dove il campo diventa luogo di socialità e spazio pubblico di condivisione. Per l’occasione saranno coinvolte associazioni della rete G2 che operano per la promozione dei diritti delle seconde generazioni e per portare un nuovo concetto di cittadinanza.
KarawanFest 2017 aderisce ai festeggiamenti per i 90 anni di Tor Pignattara e alla campagna per il riconoscimento del quartiere come nuovo rione di Roma.
Per maggiori informazioni: www.karawanfest.it ;  info@karawanfest.it


PRESENTAZIONE ALLE FOSSE ARDEATINE DEL DOC 'ALLA RICERCA DELLE RADICI DEL MALE' DI ISRAEL CESARE MOSCATI


Per la prima volta una proiezione nel Sacrario delle Fosse Ardeatine:
quella del documentario di Israel Cesare Moscati, 'Alla ricerca delle radici del male' prodotto da Clipper Media con Rai Cinema
Si tiene domani, mercoledì 7 giugno 2017, alle ore 20:00 presso il Sacrario delle Fosse Ardeatine di Roma (via Ardeatina, 174),la proiezione - prima volta in assoluto nel luogo della strage del marzo 1944 - del film documentario Alla ricerca delle radici del maledi Israel Cesare Moscati, regia diPiero D'Onofrio e Israel Cesare Moscati, girato in parte proprio alle Fosse Ardeatine e prodotto da Clipper Media con RaiCinema. All'evento, saranno presenti il Capo di Stato Maggiore gen. Claudio Graziano, il gen. Rosario Aiosa e Noemi Di Segni, presidente dell'UCEI, oltre al regista e alcuni protagonisti del documentario e dei partner dell'iniziativa - Rai Cinema; Clipper Media; MIBACT; MIUR-Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio; Regione Lazio; Comunità ebraica di Roma e Unione Comunità Ebraiche Italiane – UCEI.
Il documentario racconta storie di donne e di uomini della Shoah che hanno
subìto il male più atroce, assoluto. Raccontate da figli e nipoti, vittime anch’essi del dolore. Accanto a loro, altre storie, apparentemente contrapposte. Quelle dei figli e nipoti dei carnefici, dei nazisti, che quelle donne e quegli uomini hanno massacrato. Sorprendentemente, ma forse no, si è di fronte ad un dolore altrettanto assoluto, provocato dalle colpe infami dei loro padri e nonni. Un viaggio in alcuni dei luoghi in cui il male è avvenuto, luoghi simbolo della dolorosa memoria del Novecento: dal campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, al campo di concentramento di Plazow, alla pace del bosco di Niepolomice, in Polonia, tutti silenti testimoni del massacro. Il “Binario 21” di Milano, da cui partiva il treno dei deportati e le
Fosse Ardeatine a Roma, simbolo della Resistenza al nazi-fascismo. Nel film, ognuno di questi luoghi fa da scenario ad un evento straordinario: qui i figli e i nipoti della Shoah si incontrano, per la prima volta davanti alla macchina da presa, con i discendenti dei nazisti, per parlarsi, raccontarsi le reciproche storie di dolore. Un viaggio nel profondo dell’animo umano, alla ricerca delle radici del male. Con un messaggio finale di speranza per il futuro, nella consapevolezza che, perché il passato non si ripeta, la Storia, così come le tante e diverse storie dei protagonisti di questo film, debba essere compresa, oltre che ricordata.


lunedì 5 giugno 2017

35mo BELLARIA FILM FESTIVAL


Strepitoso successo per la 35° edizione del festival dedicata ad Alberto Farassino che da appuntamento al Cinema Farnese di Roma dall’8 al 12 giugno con i film premiati Sagre balere di Alessandro Stevanon e Hidden photos di Davide Grotta



Si è conclusa domenica 28 maggio con la cerimonia di premiazione e il grande concerto di Stefano Bollani, l’edizione numero 35 del Bellaria Film Festival, storico appuntamento con il cinema del reale che quest’anno ha registrato uno strepitoso successo di pubblico e che porterà i film vincitori sia di quest'anno che degli anni precedenti a Roma dall’8 all’11 giugno al Cinema Farnese.
La giuria che ha assegnato i riconoscimenti era presieduta dall’autore e regista Gianfranco Pannone coadiuvato dalla regista Natalie Cristiani  vincitrice nel 2016 del Bellaria Casa Rossa Art Doc, dal direttore del Festival dei Popoli Alberto Lastrucci, dal musicista e artista visivo Marco Migani e dalla regista Enza Negroni presidente di D.E-R Documentaristi Emilia Romagna.


Ad aggiudicarsi il prestigioso Concorso Italia Doc, vetrina sulla miglior produzione documentaria italiana, è stato Sagre balere di Alessandro Stevanon, presentato al festival in anteprima italiana con la seguente motivazione: Una finestra su un pezzo d’Italia marginale, o più propriamente marginalizzato dalla cosiddetta "cultura alta". Omar Codazzi, il cantante protagonista, è un puro? Certo è molto amato dal suo pubblico. Ed ecco che l’autore cerca di restituirci l’uomo grazie a una complicità intelligente. Ne esce anche il ritratto di un’Italia in via di estinzione, ma non troppo. Un’Italia che fa riflettere sia dal punto di vista sociale che antropologico.

Nello stesso concorso la Menzione Gianni Volpi, intitolata a uno dei padri storici del BFF, è andata al film See you in Texas di Vito Palmieri con la seguente motivazione: È un film di ricerca, di scoperta, nel quale la giovane coppia protagonista, con la sua quotidianità, ci svela un mondo antico a cui ha scelto di appartenere con passione. Un mondo fatto di fatiche e di sogni, dove il passato e le nostre origini rurali tornano a vivere prepotentemente dopo anni di cultura consumistica. L’opera apre un’ulteriore finestra sul dibattito in corso fra il cinema del reale, il cinema di finzione e le sue contaminazioni.
Ad aggiudicarsi il Concorso Casa Rossa, riservato ai documentari sul mondo dell’arte, è stato il film Hidden photos di Davide Grotta con la seguente motivazione: Hidden Photos svela un nascosto autentico e terrificante della storia cambogiana: quella di Pol Pot e Khmer Rossi. Il film si propone con un rigore e una semplicità che tiene in considerazione anche il punto di vista dello spettatore. I due testimoni ci restituiscono, grazie allo sguardo attento dell’autore e alla costruzione del racconto, un divario generazionale che non appartiene solo alla Cambogia: l’uomo del passato che con spregiudicatezza fa della storia un business e il giovane che cerca di dare un senso alla storia antica del proprio paese.
Chiude la rosa dei premiati Tomba del tuffatore di Yan Cheng e Federico Francioni che vince la Menzione speciale intitolata alla memoria di Paolo Rosa, con la seguente motivazione: Attraverso l’accostamento piacevolmente inconsueto tra situazioni tipiche ed evocative, il film propone una ricognizione poetica e ragionata su una delle località turistiche più celebri del nostro paese.
È stata un’edizione particolare, con tanti eventi come l’omaggio al critico cinematografico Alberto Farassino che ha visto la presentazione della speciale riedizione, a cura di Cue Press, di uno dei suoi titoli principali: Neorealismo. Cinema italiano 1945-1949; o la serata dedicata a Ustica con la presentazione del docufilm Ustica. Il missile francese seguita dall’evento crossmediale in cui le sonorità di Colapesce hanno incontrato le immagini di Vittorio De Seta; o ancora la prima assoluta di Ascoltate! Romagna Relax a cura della compagnia Menoventi.

Non solo, la partecipazione di autori provenienti da tutta Italia, arrivati a Bellaria per presentare le proprie opere di cinema del reale, ha reso ancora di più la manifestazione un punto di riferimento per tutto il mondo del documentario.
Ma passiamo al programma previsto nei prossimi giorni al Cinema Farnese di Roma che inizia l'8 giugno con la ripresa dei film vincitori alle 19.00 la proiezione di Playback. Il caso Malien di Roberto Giglio presentato in concorso Casa Rossa Art Doc, seguito alle 21.00 dal film vincitore nel 2016 Nicola Costantino La Artefacta dell'argentina Natatlie Cristiani.
Il giorno 9 è la volta alle 19.00 di Tomba del tuffatore di Yan Cheng e Federico Francioni, Menzione Paola Rosa Casa Rossa Art Doc, seguita alle ore 21.00 del Vincitore  Hidden photos di Davide Grotta sulla Cambogia degli orrori dei Kmer Rossi ma anche del macabro sfruttamento di foto di quell'epoca tragica. La serata termina con il doc Sopra il Fiume di Vanina Lappa.
Sabato 10 si inizia alle 19.00 con il film See You in Texas che ricevuto la Menzione Gianni Volpe Italia Doc, seguito alle 21.00  dal film vincitore Sagre Balere di Alessandro Venanon, un road movie su Omar diventato un famoso cantante che  dona se stesso al pubblico di sagre paesane e balere, l'altro volto dell'Italia del triveneto e Lombardia lontana dal livore Leghista.
La serata termina con Showbiz di Luca Ferrari  sulla mondanità di serie B della Grande Bellezza con i Jep Gambardella di borgata.
Infine la ripresa del Bellaria Film Festival a Roma si conclude domenica con due documentari su due stragi dimenticate: il primo sulla tragedia del Moby Prince del 1991 dal titolo Centoquaranta. La strage dimenticata di Manfredi Lucibello, ed il secondo su Ustica. Il Missile Francese di Emmanuel Ostian.

mercoledì 31 maggio 2017

7MA EDIZIONE SICILIA QUEER FILMFEST- CANTIERI CULTURALI LA ZISA PALERMO


Si è inaugurato il 25 maggio e proseguirà fino a domani 1 giugno ai Cantieri Culturali alla Zisa la settima edizione del Sicilia Queer Filmfest. Ieri nella Sala Wenders del Goethe-Institut, è stato proposto Il futuro è donna del 1984,
emblematico film di Marco Ferreri scritto con la collaborazione di Piera Degli Esposti e Dacia Maraini, che mette in scena, con il solito piglio provocatorio e anarchico che contraddistingue le opere del regista, il tema della crisi della coppia. Nel cast insieme ad una giovane Ornella Muti anche Isabella Biagini, Laura Morante e la stessa Piera Degli Esposti. E’ stato replicato di The Love Witch di Anna Biller, che ricrea l’estetica dei b-movies in technicolor degli anni ’60 per inscenare una commedia nera che fa satira sui luoghi comuni riguardanti entrambi i sessi, ma principalmente il femminile. Mentre al Centro Sperimentale di Cinematografia, alla presenza della regista e di parte del cast, tra cui Enrico Roccaforte e Alessio Barone, proiettato in anteprima nazionale Isola di Fabianny Deschamps. Girato lo scorso anno a Lampedusa il film si
muove tra documentario e finzione, racconta uno spaccato del mondo. Mentre oggi alle 18.30, introdotto dall’attrice protagonista Susanne Sachsse, sarà proiettato nella Sala Wenders del Goethe-Institut Ulrike’s Brain (2017) di Bruce LaBruce, un film di fantascienza con implicazioni politiche dai toni pulp, che omaggia i b-movies degli anni 60. In alternativa si potrà scegliere, al Cinema De Seta, la replica di El futuro perfecto (2016) di Nele Wohlatz, tenera storia d’amore tra due ragazzini che superano le difficoltà linguistiche e culturali per frequentarsi senza pregiudizi, cui seguirà Sarah Winchester, Opéra Fantôme (2016) di Bertrand Bonello, curiosa ricostruzione – tra danza e cinema – della vita di una donna esemplare: la moglie dell’inventore della celebre carabina Winchester, protagonista di numerosi western di successo.

Alle 20.30 la regista inglese Claire Simon presenterà il suo film Le
concours (2016), che tra fiction e documentario segue i candidati allievi della prestigiosa scuola di cinema “La Fémis” di Parigi. Attraverso l’occhio attento e neutrale della sua telecamera, Simon ci racconta qualcosa dei rapporti tra le generazioni, parlando anche molto della nostra società ipercompetitiva. Le aspirazioni, il rigore, l’impegno dei giovani diventano metafora e modello di un percorso esistenziale.
Alle 22.30, con Ornithes (2012), proseguirà al De Seta l’omaggio al regista Gabriel Abrantes, cui farà seguito la replica di Le parc (2016) di Damien Manivel, una fiaba moderna che rievoca la potenza del cinema muto per parlare di temi quali l’adolescenza, la scoperta del desiderio e della sessualità e l’incomunicabilità ai tempi dei social media, giocando col cinema di genere ed i suoi linguaggi.
In alternativa, nella Sala Bianca  del Centro Sperimentale di Cinematografia, si potranno seguire due documenti di grande interesse civile e politico: L’autre côté (2016) di Isabelle Bourgueil e Repeindre le monde (2016) di Youssef Gebran. Il primo è girato nella Rue de l’Industrie di una piccola cittadina delle Cévennes: da un lato della strada il cantiere di un nuovo “Museo delle arti e delle tradizioni popolari”, un progetto che intende ripristinare un antico laboratorio di filatura della seta dove gli operai discutono della necessità di un cambio nelle condizioni di lavoro; dall’altro lato una zona di alloggi a basso affitto pieno di residenti poveri e disperati. Un muro li separa. Il secondo ricostruisce la storia della pittrice Patricia, separata dalla madre a tre anni, che ha trascorso la sua infanzia all’interno della comunità settaria di Otto Mühl, alla quale era stata affidata dalla madre per essere cresciuta e educata. Dopo tanti anni, madre e figlia, in un intenso confronto, provano a capire le scelte che portarono la piccola Patricia all’interno della comunità fondata in Austria nel 1976.
Invece domani nella giornata conclusiva ancora opere di impegno civile, ma anche musica, proclamazione dei film vincitori  e divertenti rivisitazioni del porno. Alle 16.00 al Cinema de Seta un drammatico
documentario Fantasmata planiountai pano apo tin Evropi (Gli spettri infestano l’Europa) di Maria Kourkouta e Niki Giannari, che ricostruisce l’epopea degli oltre 15.000 rifugiati curdi, siriani, pakistani e afghani bloccati lo scorso anno al confine tra la Grecia e la Macedonia.
Alle 18.30 sarà proiettato Vivir y otras ficciones (2016) del regista spagnolo Jo Sol, che affronta il delicato tema della sessualità dei disabili. Cosa significa vivere una vita piena per Pepe, costretto su una sedia a rotelle
dopo un incidente, o per Antonio, prigioniero della sua solitudine dovuta a una vita ai limiti dell'ordinario? A partire da questa domanda Pepe decide di contattare un'assistente sessuale per occuparsi di lui e dei suoi amici, perché lo Stato non si preoccupa si dare una vita normale agli invalidi. “Noi non abbiamo un corpo, siamo un corpo”: da questa considerazione prende le mosse un film in cui la sessualità dei disabili, lontano da toni pietistici e patetici, è solo un espediente per parlare della vita e del desiderio in un originale mix di documentario e finzione, in cui i confini tra i due registri si fondono e confondono.
Alle 20.30 avrà luogo la cerimonia di premiazione dei film in concorso. La
giuria presieduta dal regista portoghese João Pedro Rodrigues e composta dall’attrice Silvia Calderoni, dal critico dei Cahiers du Cinéma Jean-Sébastien Chauvin, dal regista francese Arnold Pasquier e dall’attrice tedesca Susanne Sachsse, proclamerà e premierà il miglior cortometraggio della sezione Queer Short e il miglior lungometraggio della sezione Nuove Visioni, aperta a opere prime e seconde e nuovi sguardi non necessariamente legati a tematiche GLBT.
A seguire, un concerto del Trio di Simona Norato e un divertente finale “porno”, con la proiezione di Antiporno (2016) del giapponese Sion Sono, che mette in scena un bizzarro delirio schizofrenico servendosi di metalinguaggi e strumenti onirici. Un omaggio al filone del roman porno, che analizza l’immaginario erotico giapponese, i suoi tabù e il ruolo della donna nella società contemporanea. Per restare in tema, la serata si chiuderà con la proposta di Queen Kong (2016) di Monica Strambini, interpretato dalla pornostar Valentina Nappi, primo divertente cortometraggio del progetto Le ragazze del porno lanciato alcuni anni fa da Tiziana Lo Porto.
In omaggio alla nomina di “Palermo Capitale dei Giovani 2017”, per tutto il festival i biglietti di ingresso per gli studenti costano solo 3 euro.
Le attività del Sicilia Queer Filmfest proseguiranno dal 5 al 9 giugno con il workshop condotto dalla regista Claire Simon e con le proiezioni dei suoi film al Cinema De Seta.