Descrizione

Anteprime e Recensioni Cinematografiche, tutto quello che c'è da sapere su Festival Internazionali del Cinema e quanto di nuovo succede intorno alla Settima Arte, a cura di Luigi Noera e la gentile collaborazione di Ugo Baistrocchi, Simona Noera e Marina Pavido.



venerdì 27 gennaio 2017

Proiezione speciale del doc Suona Ancora per la Giornata della Memoria presso l'UCI Cinemas Parco Leonardo di Fiumicino


Continua la selezione per il progetto destinato alle scuole del Lazio, “Il nostro passato appartiene al vostro futuro”.
In occasione della Giornata della Memoria, venerdì 27 gennaio 2017, sarà proiettato – presso l'UCI Cinemas Parco Leonardo di Fiumicino (Roma) il film documentario Suona ancora, scritto da Israel Cesare Moscati e diretto da Beppe Tufarulo. Due le proiezioni del documentario, aperte agli oltre 900 tra studenti e insegnati delle scuole di Fiumicino, alle ore 10:45 (sala 1) e alle ore 11:15 (sala 2), entrambe precedute dagli interventi dell'Assessore di Fiumicino Dott. Paolo Calicchio; dell'Assessore Dott.ssa Arcangela Galluzzo; del Sindaco di Fiumicino On. Esterino Montino; del Presidente di Rai Cinema, Nicola Claudio e dell'autore, Israel Cesare Moscati. Il documentario sarà quindi proiettato presso il Cinema Barberini di Roma nei giorni del 26, 30 e 31 gennaio alle ore 10:00; il 14 e 23 febbraio, alle ore 9:30 presso il Teatro Vascello di Roma. 

Prodotto da Global Vision Group con Rai Cinema, il documentario racconta storie drammatiche ed incancellabili raccontate dai discendenti di sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. Da Roma a Tel Aviv passando per Berlino e Budapest, Moscati si fa maestro concertista di sofferenze condivise, di ferite profonde che si tramandano devastanti nelle vite di figli e nipoti delle vittime della Shoah. Tutti gli intervistati sono musicisti o appassionati di musica come lo erano i loro padri e i loro nonni. 
Alle proiezioni per le scuole di Suona Ancora si accompagna il progetto memoria per le scuole del Lazio “Il nostro passato appartiene al vostro futuro”. Il progetto, a cura di Clipper Media in collaborazione con RAI Cinema e realizzato da Israel Cesare Moscati è rivolto a 1000 studenti appartenenti a 20 Scuole della Regione Lazio e affronta il tema del periodo successivo alla Shoah: il dramma, il dolore e la vittimizzazione dei figli e nipoti della Shoah. Gli studenti coinvolti sono quelli del triennio della Scuola Secondaria di Primo grado e del Biennio della scuola Secondaria di Secondo grado.
“La finalità del progetto – sottolineano gli organizzatori - poggia sul contributo progettuale, affinché il dolore possa trasformarsi in un progetto di vita, tentando di sensibilizzare sempre più le nuove generazioni sul tema dell’Olocausto e sul dolore umano transgenerazionale che esso ha comportato. Saranno quindi promossi i valori della solidarietà umana, della cooperazione tra i popoli e del rispetto delle diversità etniche, culturali e religiose”. Il progetto – continuano gli organizzatori - si propone, inoltre, di aprire ad un percorso di riflessione duraturo all’interno del mondo scolastico e di essere uno stimolo per future attività

giovedì 26 gennaio 2017

ESCO D'INVERNO. In anteprima a Palermo al De Seta “Austerlitz” per la Giornata della memoria

Venerdì 27 gennaio al Cinema De Seta alle 20.30, in occasione della Giornata della memoria, l’ Associazione SudTitles, in collaborazione con il Goethe-Institut Palermo, presenta in anteprima AUSTERLITZ, l’ultimo film del regista ucraino Sergei Loznitsa (recensione).

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e in concorso all'ultimo Toronto Film Festival, il film propone una riflessione sul turismo di massa di oggi nei campi di concentramento di Sachsenhausen, 35 chilometri a Nord di Berlino. Il regista punta la telecamera ad altezza d'uomo e filma il percorso dei visitatori nel campo, lo stesso percorso che facevano i prigionieri internati. Qualcuno passeggia tra i viali delimitati dai dormitori, altri scattano selfie all'interno dei forni crematori, altri ancora consumano il pranzo al sacco sul lastricato che separa la strada dalle fosse comuni. Il film propone una riflessione sul senso della testimonianza e della memoria della Shoah. «L’idea di fare questo film – afferma Loznitsa - mi è venuta perché visitando questi luoghi ho sentito subito una sensazione sgradevole nel mio essere lì. Sentivo come se la mia stessa presenza fosse eticamente discutibile e avrei voluto davvero capire, attraverso il volto delle persone, degli altri visitatori, come ciò che guardavano si riflettesse sul loro stato d’animo. Ma non nascondo di esserne rimasto, alla fine, abbastanza perplesso».
Il film non condanna i turisti né li osserva dall’alto verso il basso, si limita a mostrare uno stato di cose che potrebbe rappresentare un campanello d’allarme su come ci relazioniamo oggi con la Storia e con i suoi orrori.      
Il titolo del film è ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore tedesco W.G. Sebald, pubblicato nel 2001 e dedicato alla ricerca delle proprie origini, e della propria memoria, da parte del personaggio protagonista Jacques Austerlitz.
AUSTERLITZ inaugura il ciclo di film ESCO D'INVERNO che SudTitles presenterà nei prossimi mesi al Cinema De Seta di Palermo.

La Terra protagonista del doc di Marco Amenta MAGIC ISLAND: la recensione di Marina Pavido


Nelle sale italiane dal 12 gennaio, Magic Island è l’ultima opera del documentarista Marco Amenta, il quale ci racconta in modo trasversale il celebre attore e caratterista statunitense, di origini siciliane, Vincent Schiavelli. La vicenda prende il via da NYC, dove vive e lavora come musicista Andrea, figlio ventisettenne dell’attore, il quale – pur essendo legatissimo al padre – negli ultimi anni della vita di questi non è più riuscito a coltivare il rapporto con lui. Un giorno Andrea riceve una telefonata dalla Sicilia e . . .
Il documentario di Amenta, vuoi per l’enigmatica – ma non troppo – figura di Vincent Schiavelli, vuoi per la tecnica narrativa utilizzata, vuoi per la magia dei posti raccontati, a fine visione lascia una piacevole quanto rara sensazione di appagamento interiore allo spettatore. All’inizio la storia fatica a decollare con la macchina da presa che tende ad indugiare eccessivamente sulla quotidianità del ragazzo: Ma prende il suo ritmo all’arrivo in Sicilia man mano che la figura di Vincent Schiavelli si fa meno misteriosa in un crescendo visivo e colonna sonora frutto del protagonista stesso che si fa via via sempre più “presente”. Ed anche gli abitanti, i profumi, i colori del paesino siciliano esplodono nel vero senso della parola sul grande schermo, facendoci sentire subito parte di quei posti magici, vera e propria trasfigurazione dello scomparso Schiavelli. Esplosione, questa, che lascia poi posto ad una rinnovata tranquillità, quando arriva il momento di lasciare le terre del padre e di tornare, come rinato, alla vita di tutti i giorni. Nel documentario di Amenta la terra è la vera protagonista, trattata alla stregua di un vero e proprio essere vivente, con il suo potere salvifico. Ottimo espediente per raccontare un personaggio come quello di Schiavelli, che abbiamo visto più e più volte, ma che, forse, non abbiamo mai avuto modo di conoscere a sufficienza. Alla terra è affidato, dunque, l’importante incarico di ridargli vita. Per il resto, pochissimi – e brevissimi – sono i filmati di repertorio e addirittura sono assenti le interviste frontali in un racconto che somiglia più a un film a soggetto. Quali critiche gli si potrebbero muoversi dunque? Che il doc appaia talvolta privo di spontaneità ed eccessivamente costruito? Tuttavia il risultato finale è una pellicola contemplativa e poetica, ma anche viva, commovente ed allegra allo stesso tempo mai eccessiva.
Marina Pavido


Anteprima Sicilia Queer FilmFest #2


Venerdì 20 gennaio alle 20,30 al Cinema De Seta è stato presentato a Palermo, AQUARIUS, del regista brasiliano Kleber Mendonça Filho, uno dei film più interessanti e discussi al Festival di Cannes 2016. Protagonista una straordinaria Sonia Braga. L’anteprima scandisce il percorso verso la settima edizione del Sicilia Queer FilmFest che si svolgerà a Palermo dal 25 maggio all’1 giugno 2017. Il film racconta l'intensa storia di una donna, interpretata da una straordinaria Sônia Braga, non
disposta a cedere alle pressioni di un'agenzia immobiliare che vorrebbe acquistare la sua casa per avviare progetti di speculazione edilizia. Osannato dalla critica di tutto il mondo, Aquarius segna il ritorno sul grande schermo della Braga, mitica interprete negli anni Settanta della trasposizione cinematografica dei romanzi di Jorge Amado “Donna Flor e i suoi due mariti“ e “Gabriela, garofano e cannella”. In Aquarius interpreta Clara, una donna che rivendica il diritto di esprimere la propria identità culturale, politica e sessuale, il diritto di essere sola e libera, in un film che ha i colori della controcultura e dell’emancipazione femminile. Uscito tra mille controversie in Brasile, Aquarius è stato accolto da un inatteso successo di pubblico, diventando un vero e proprio manifesto di libertà e resistenza.
Ecco le reazioni della stampa internazionale:
 “Un grande film di rivolta”. (Libération)
“Il film che ha fatto ballare, ridere e piangere la Croisette”. (Le Figaro)
“Memoria, resistenza, dignità, consapevolezza di sé sono i valori espressi con mano ferma da questo bellissimo film”. Paolo D’Agostini (La Repubblica.it)

lunedì 23 gennaio 2017

Save The Date: Cinema al Maxxi a cura di Mario Sesti e il coordinamento di Alessandra Fontemaggi.


Inizia mercoledì 25 gennaio 2017 alle 21:00 la rassegna Cinema al MAXXI - EXTRA con LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE di Mel Gibson Australia / Usa 2015, 131’, versione originale (con sottotitoli italiani)  con Andrew Garfield, Sam Worthington, Vince Vaughn.

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo Via Guido Reni 4A – Roma
staff Fondazione Cinema per Roma: Cristiana Caimmi, Tiziana Clementi, Gianluca Esposito, Renata Ingrao, Mara Neumann, Serena Parpaglioni
Cinema al Maxxi è diventato uno dei programmi di maggiore incandescenza e prestigio del cinema di qualità nella capitale: nato come sperimentazione (il cinema può diventare parte viva dei programmi di un museo dedicato alle espressioni artistiche del contemporaneo?) si è trasformato esso stesso in un’opera contemporanea, innovativa e originale. Fondazione Cinema e MAXXI, infatti, hanno messo assieme qualcosa che non è né un semplice cineforum né un festival tradizionale - ma è qualcosa che ha diversi tratti di entrambi. I visitatori del MAXXI, che, come un vero festival, ha visto il passaggio dei protagonisti del miglior cinema del mondo nelle ultime stagioni (da Bob De Niro a Wim Wenders, da Marco Bellocchio a Paolo Virzì, da Carmen Maura a Toni Servillo, da Nicolas Winding Refn a Pablo LarraÍn a tanti altri) potranno quest’anno scegliere, in anteprima, tra i più importanti film in programmazione (con autori che vanno da Mel Gibson a Pablo LarraÍn, da Ang Lee a Danny Boyle, che sarà protagonista di una MASTERCLASS), scoprire nuovi documentari italiani con MAXXI DOC (in collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà), partecipare alla prima edizione della Shortsleague , il concorso realizzato in collaborazione con il Roma Creative Contest, che premierà i migliori cortometraggi di sempre, ri/scoprire alcuni capolavori di uno degli autori di cinema più amati di sempre (Ozu), prolungare l’esperienza delle mostre con film e documentari ad esse collegate (EXHIBIT) e portare ragazzi e bambini a incontrare la programmazione per famiglia non convenzionale di ALICE FAMILY. Anche quest’anno abbiamo cercato di lavorare sulla nostra passione per il cinema con la stessa ampiezza e curiosità. Ecco le proposte di questa edizione:
EXTRA prestigiose anteprime delle più prestigiose produzioni, dei più importanti distributori, di ogni cinematografia, perlopiù in lingua originale con sottotitoli. Una luccicante programmazione di film molto attesi, opere d’autore, invenzioni e sorprese: praticamente, un festival.
EXHIBIT tre capolavori di Yasujiro Ozu, tra i più influenti autori del cinema giapponese (uno dei quali con l’accompagnamento dal vivo dell’orchestra) e una accurata selezione di film e documentari, legano la programmazione cinematografica alle mostre “The Japanese House” e “Please Come Back” in programma al MAXXI.
MAXXI DOC biografie, lezioni di teatro, inchieste audiovisive – in collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà, la selezione di un genere che ha visto nuovi talenti all’opera, più di quanto accada al cinema tradizionale.
SHORTSLEAGUE è la nuova proposta con i cortometraggi italiani più belli delle ultime stagioni, reduci da festival e premi autorevoli, si sfidano in un campionato all’ultimo ciak per decretare il corto più amato di sempre con il premio Shortsleague 2017. La selezione è curata da Roma Creative Contest, festival internazionale di cortometraggi che ha come presidente onorario Giuseppe Tornatore. Dal 2011 una giuria di esperti (Pupi Avati, Nicola Giuliano, Gabriele Mainetti tra gli altri) ha premiato i migliori autori assegnando incentivi di produzione per un valore di 50.000 euro: attraverso i premi del contest sono stati prodotti ad oggi cinque nuovi corti, tra cui Thriller di Giuseppe Marco Albano, vincitore del David di Donatello 2015. Quest’anno, insieme a Fondazione Cinema per Roma e MAXXI, Roma Creative Contest realizza SHORTSLEAGUE: tre giornate, in ognuna delle quali il pubblico sceglierà il miglior corto tra quelli selezionati da Roma Creative Contest; i tre finalisti si affronteranno nella giornata finale, il 25 marzo, in cui sarà decretato e premiato il vincitore. I tre corti saranno poi distribuiti in sala, a Roma, dalla Filmauro.

ALICE FAMILY in collaborazione con Alice nella città (Fabia Bettini e Gianluca Giannelli), una programmazione di titoli per i giovanissimi – o per adulti accompagnati da bambini – che esplora il miglior cinema per l’infanzia di tutto il mondo. Ormai, un classico di Cinema al MAXXI. Alice Family accoglierà ogni domenica alle ore 17 grandi autori dell’animazione contemporanea con una programmazione di titoli da tutta Europa, a cui si aggiunge uno straordinario documentario dalla Mongolia e un film italiano sulla famiglia di oggi con uno strepitoso cast, in collaborazione con EXTRA. Ecco il programma in dettaglio ALICE FAMILY:

DOMENICA 29 GENNAIO ORE 17 LA CANZONE DEL MARE (SONG OF THE SEA) di Tomm Moore, Irlanda / Danimarca / Belgio / Lussemburgo / Francia 2014, 93’, animazione e candidato al Premio Oscar® come Miglior film d’animazione
SABATO 11 FEBBRAIO ORE 21 EXTRA | ALICE FAMILY MAMMA O PAPà? di Riccardo Milani, Italia 2016, 96’ Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Anna Bonaiuto, Carlo Buccirosso, Roberto De Francesco, Stefania Rocca, Claudio Gioé, Luca Angeletti, Matilde Gioli, Luca Marino, Marianna Cogo, Alvise Marascalchi. Sarà presente il cast.
DOMENICA 12 FEBBRAIO ORE 17 PHANTOM BOY (FANTOMPOJKEN) di Jean-Loup Felicioli, Alain Gagnol, Belgio / Francia 2015, 84’, animazione
MERCOLEDÌ 15 MARZO ORE 21 EXTRA | ALICE FAMILY LA PRINCIPESSA E L’AQUILA (THE EAG LE HUNTRESS) di Otto Bell, Regno Unito / Mongolia / Usa 2016, 87’, documentario
DOMENICA 12 MARZO ORE 17 EXTRA | ALICE FAMILY LA TARTARUGA RO SSA (LA TORTUE RO UGE) di Michael Dudok de Wit, Francia / Belgio / Giappone 2016, 80’ - Premio Speciale Un Certain Regard (Festival di Cannes 2016), presentato alla Festa del Cinema di Roma
DOMENICA 19 MARZO ORE 17 LA MIA VITA DA ZUCCHINA (MA VIE DE COURGE TTE) di Claude Barras, Francia 2016, 66’, animazione

mercoledì 18 gennaio 2017

IL MESE DEL DOCUMENTARIO IV Edizione - tutte le date


SI PARTE DA ROMA IL 23 CON L’ATTESO DOC SUI ROLLING STONES The Rolling Stones Olé Olé Olé!: A Trip Across Latin America, POI A MILANO BOLOGNA FIRENZE E SENIGALLIA

Al via la IV edizione de Il Mese del Documentario, iniziativa di Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani in collaborazione con Casa del Cinema di Roma e quest’anno con il determinante sostegno di SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori e della Regione Lazio. Dal 23 gennaio al 19 febbraio 2017 torna l’appuntamento annuale dedicato al rapporto tra grande pubblico e cinema documentario in un momento in cui il cinema documentario assume notevole importanza. La IV edizione de Il Mese è diretta da Pinangelo Marino, direttore Quaderno del Cinemareale e coordinata da Davide Morabito del direttivo di Doc/it.
The Rolling Stones Olé Olé Olé!: A Trip Across Latin America (UK, 2016,
105′)di Paul Dugdale aprirà il concorso lunedì 23 gennaio alle 20.30 alla Casa del Cinema di Roma. Il doc. sarà poi programmato il 29 a Milano al CineWanted, l’8 febbraio sempre a Milano al Cinema Beltrade, il 9 febbraio a Bologna al Cinema Lumiére  e ancora il 22 febbraio a Senigallia al Cinema Gabbiano. Il film, presentato in Selezione Ufficiale all’ultima Festa del Cinema di Roma, è il ritratto di una band ancora sulla vetta del successo. Il documentario segue il tour dei Rolling Stones nei primi mesi del 2016 attraverso dieci città latinoamericane, conclusosi con un grande concerto all’Avana dove la band si è esibita per la prima volta. Un road movie che celebra il potere rivoluzionario del Rock – in modo divertente e indagatore.
Martedì 24 gennaio alle 20.30 sarà la volta di The Dreamed Ones (Austria, 2016, 89′) di Ruth Beckermann, che sarà proiettato in occasione del Giorno della Memoria. Già vincitore del Concorso Internazionale al Filmmaker Festival di Milano, in selezione al Torino Film Festival, e premiato al Cinéma du Réel 2016, il film riporta al presente uno dei carteggi più struggenti e significativi del ‘900: la corrispondenza che ha coinvolto due fra i più grandi poeti della loro generazione: Ingeborg Bachmann e Paul Celan. In anteprima romana. Il doc sarà inoltre in programmazione il 27 gennaio a Firenze al cinema La Compagnia, il 29 a Milano al CineWanted e il 2 febbraio sempre a Milano al Beltrade mentre il 25 gennaio a Senigallia al Cinema Gabbiano.
Lunedì 30 gennaio alle 20.30 sarà presentato Un altro me (Italia, 2016, 82′)
di Claudio Casazza, girato nella casa di reclusione di Bollate (Milano) dove ha luogo il primo esperimento italiano di “trattamento intensificato” per responsabili di violenze sessuali. In Concorso Internazionale al Festival dei Popoli 2016, il film ha ottenuto il premio “MyMovies dalla parte del pubblico” per la categoria Concorso Internazionale. In anteprima romana. Tra le altre date di programmazione il 31 gennaio sarà a Senigallia, il 1° febbraio a Milano al Beltrade, il 2 febbraio a Firenze al cinema La Compagnia, il 5 a Milano al CineWanted e l’8 febbraio a Bologna al Cinema Lumiére.
Martedì 31 gennaio alle 20.30 sarà la volta de Les Sauteurs (Danimarca, 2016, 82´) di Moritz Siebert, Estephan Wagner, Abou Bakar Sidibé salutato alla Berlinale da Joshua Oppenheimer (The Act of Killing, The Look of Silence) come «un capolavoro di empatia e di immaginazione morale», premiato al Festival di Berlino con il Premio Amnesty International e in selezione al Biografilm 2016, è un film di spiazzante bellezza e umanità che racconta le storie dei migranti che si ammassano a Melilla, un’enclave spagnola in Marocco, con la speranza di raggiungere l’Occidente. In anteprima romana. Il 2 febbraio sarà a Senigallia al cinema Gabbiano e a Firenze al Cinema La Compagnia, il 5 a Milano al CineWanted, l’8 a Milano al Beltrade. Les Sauteurs è distribuito in sala da ZaLab Associazione Culturale e I Wonder Pictures/Unipol Biografilm Collection.
Martedì 7 febbraio alle 20.30 sarà presentato Weiner (USA, 2016, 100′) di
Josh Kriegman, Elyse Steinberg. Appassionante e provocatorio il film ritrae Anthony Weiner, discusso politico statunitense, durante la sua ultima avventura politica. Cellula impazzita di quel sistema politico-mediatico connesso con le vite di ognuno di noi. Vincitore del Sundance Festival 2016 Gran Premio della Giuria è in corsa per l’Oscar 2017. In anteprima romana. Il documentario sarà presentato l’8 febbraio a Senigallia al cinema Gabbiano, il 9 a Firenze al cinema La Compagnia, il 12 a Milano al CineWanted e il 15 febbraio al Milano al Beltrade e sempre il 15 a Bologna al Cinema Lumiére Weiner.
Lunedì13 febbraio alle 20.30 sarà la volta di You Have No Idea How Much I Love You (Polonia, 2016, 75′) di Paweł Łoziński, tra i più importanti documentaristi polacchi. Ewa e Hania, madre e figlia, sono filmate durante le loro delicatissime sessioni di psicoterapia, dove la parola, in cui risuona la biografica di ogni essere umano, è l’artefice d’ogni dolore e d’ogni amore che imprigiona, è la forza che trasforma i corpi e il tempo. Premiato al Festival dei Popoli 2016 con la targa “Gian Paolo Paoli” al miglior film etno-antropologico, in concorso all’IDFA, al Krakow Film Festival ha vinto il Premio Silver Hobby Horse. In anteprima romana. Il documentario sarà in programmazione il 15 febbraio a Senigallia al cinema Gabbiano, il 16 a Firenze al cinema La Compagnia, il 16 a Bologna al Cinema Lumière, il 19febbraio sarà programmato a Milano al CineWanted e il 22 febbraio sempre a Milano al Beltrade.
Martedì 14 febbraio alle 20.30 sarà proiettato Pescatori di corpi (Svizzera,
2016, 64′) di Michele Pennetta che sarà presentato in anteprima italiana per Il Mese del Documentario. Il doc è stato girato su un peschereccio fuorilegge del canale di Sicilia, tra naufragi e malavita. E’ stato presentato In concorso al Festival del film Locarno 2016 “Cineasti del presente”. Il documentario sarà programmato l’8 febbraio a Senigallia al cinema Gabbiano, il 9 febbraio a Firenze al cinema La Compagnia, il 12 a Milano al       CineWanted e il 15 febbraio a Milano al Beltrade.
Tra i documentari in concorso, e già stato presentato a Roma il 21 Dicembre, Castro di Paolo Civati (Italia, 2016, 82′). Il Castro era un'occupazione abitativa romana, un rifugio per gli esclusi, una casa per tanti ma di nessuno. Per più di dieci anni è stata una possibilità di vita per molte famiglie. Ieri era tollerato, oggi non esiste più. Oltre un anno di riprese, per rivelare il quotidiano di una comunità che vive in una situazione straordinaria. Il Castro si racconta con la lingua dai mille accenti e da un’unica semantica, quella del diritto negato, quella del bisogno inevaso. Castro ha vinto al Festival dei Popoli 2016 il Premio “MyMovies dalla parte del pubblico” per la categoria Concorso Nazionale; il Premio Cinemaitaliano.info – CG Entertainment (distribuzione Home video); il Premio “Imperdibili” (distribuzione in sala). Castro sarà presentato il 15febbraio a Senigallia al cinema Gabbiano, il 16 febbraio a Firenze al cinema La Compagnia, il 19 febbraio a Milano al          CineWanted e il 22 febbraio sempre a Milano al Beltrade.
Di tutti i titoli 6 saranno quelli in anteprima romana e uno è in anteprima italiana.
Tra gli appuntamenti del Mese del Documentario infine una serie di Masterclass con autori, registi, creatori e tutti quelli che si interrogano sulla realtà e la decodificano secondo una personale visione. Un percorso attraverso i processi di creazione del cinema e dei media. Durante gli appuntamenti alla Casa del Cinema di Roma si parlerà di narrazione e post-verità, di sperimentazione del linguaggio cinematografico, di satira, di nuove tecnologie e nuove narrazioni. Si entrerà nei processi di creazione di alcuni dei film documentari che più hanno inciso sull’immaginario del pubblico nell’ultimo anno. Un percorso attraverso gli scenari attuali e futuri del mercato e le nuove tecnologie che consentono di sviluppare nuovi modi di raccontare le storie e di fruirle.
Durante l’arco del Mese del Documentario alla Casa del Cinema interverranno alle masterclass, tra gli altri: Federica di Giacomo, Pippo Delbono, Massimo D’Anolfi, Martina Parenti, Antonietta De Lillo, David Moscato, Markus Nikel, Rosario Di Girolamo, Kotiomkin, Sabina Guzzanti.
Il Mese del documentario dà la possibilità di essere presenti a tutti i film ed a tutti gli eventi del mese risparmiando e acquistando un abbonamento.
Il Mese del Documentario è un’iniziativa di Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani, in collaborazione con Casa del Cinema di Roma, con il supporto di SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori e Regione Lazio, con il patrocinio di Rome City of Film Unesco, Partner La Compagnia, Media Partner Rai Cultura e MYMovies.it.

martedì 17 gennaio 2017

Silence: l’ultimo film fulminante di Martin Scorsese

Martin Scorsese è stato di recente insignito dal Festival di Tokyo del premio alla carriera SAMURAI insieme a Kiyoshi Kurosawa. Il premio sottolinea i successi del regista che continua a creare film innovativi e ritagliarsi una strada verso una nuova era. Martin Scorsese ha espresso la sua soddisfazione in un video messaggio: "Vorrei ringraziare il Tokyo International Film Festival per questo premio. Mi dispiace molto di non essere presente alla cerimonia e ringrazio il mio stimato collega Kiyoshi Kurosawa di aver accettato di ritirarlo per me . Sono sempre stato un ammiratore del lavoro di Kiyoshi, quindi è particolarmente significativo per me che abbia accettato di essere lì in mia vece. Il premio Samurai è alla carriera. Voglio precisare però che la mia vita è ancora in corso, come anche quella di Kiyoshi. Ciò nonostante, sono estremamente commosso per il riconoscimento. Quando arrivai in Giappone scoprì la cultura giapponese attraverso il vostro cinema, i film di Akira Kurosawa e Mizoguchi, Ozu, Naruse, Shinoda, Kobayashi, Imamura, Oshima, Tsukamoto e Kiyoshi, e tanti altri sono stati il mio lasciapassare. E più ne ho visto e più ricco e meraviglioso è diventato per me il vostro Paese. Lungo la strada mi sono imbattuto nella letteratura giapponese con gli scritti di Shusaku Endo da cui il mio ultimo film è un adattamento del suo romanzo Chinmoku, che ho intitolato Silence. La mia vita si è arricchita con la conoscenza del cinema e della cultura giapponese, grazie alle mie visite in questo straordinario paese. Ancora una volta, vi ringrazio per questo premio". Bisogna ricordare che nel futuro di Scorsese c’è The General Biopic, dedicato al primo presidente degli Stati Uniti George Washington, La vita di Mike Tyson, The Irishman di nuovo insieme con De Niro, Macbeth, documentario sull'allestimento del Macbeth di Kenneth Branagh e della sua troupe durante la seconda guerra mondiale, La vita del compositore Leonard Bernstein, film dedicato alla figura del compositore che lavorò spesso anche per il cinema musicando, tra gli altri, West Side Story di Robert Wise e Fronte del porto di Elia Kazan. Ma anche Il manipolatore, una storia tutta italiana con la quale il regista  ripercorre la vita del businessman italiano Alessandro Proto con l'attore Channing Tatum che ne veste i panni. Ed ancora Vinyl, un viaggio nella New York degli Anni Settanta, ed infine The Devil in the White City ovvero Pericolosi esperimenti con Leonardo Di Caprio uno dei suoi attori preferiti.
Intanto da qualche giorno è uscito in Italia SILENCE. Film potente che ci propone il tema
della Misericordia Divina. Non so se i molti commentatori che si sono espressi favorevolmente ne abbiano colto il messaggio Messianico di Scorsese. Tanto è che il film ha ricevuto consensi da tutti indipendentemente dalla loro credo. Qualcuno ha anche accennato ad un bilancio sulla via del tramonto del regista. Ma non è così e persino Scorsese ha sottolineato nel video messaggio al Festival di Tokyo che ha ancora tanto da dire.
Ma torniamo al film. Sin dall’INCIPIT che è sonoro e ricorda il baccano di uno stormo di uccelli tutto è chiaro al regista. Parliamo dell’ascolto. Infatti cosa è il Silenzio se non il contrario dell’ascolto? L’essere umano infatti è portato per sua natura a gridare: dove sei Dio? Perché non mi ascolti . . .
Ma oltre al valore del messaggio, nelle quasi tre ore di film c’è il valore simbolico, nelle scene, nelle inquadrature, qualche volta anche disturbanti. Gli spettatori sono attratti piuttosto dall’ubriacone più volte traditore (quasi simbolo di Simone iscariota), piuttosto che dal giovane gesuita Sebastiano che si contorce per i suoi tradimenti. E che dire dei piedi scalzi dei giapponesi cristiani perseguitati che affondano nella melma del terreno, costretti ad abiurare? La pellicola termina con la stessa frase utilizzata da Pablo Larrain in IL CLUB, storia di preti pedofili spretati: Solo DIO sa. Ma qui la stessa affermazione assume il valore positivo che solo Dio conosce l’animo umano di Padre Sebastian, apparentemente apostata ma in cuor suo amante del Dio cristiano. Non abbiamo letto il romanzo di Shusaku Endo Chinmoku, di cui il film è un adattamento e quindi non possiamo esprimere un paragone e questo ci aiuta, ma i punti di vista cinematografici di Scorsese come l’inquadratura fissa del mare in tempesta o quella dall’alto dei gesuiti sulla scalinata della chiesa portoghese sono la conferma del talento del regista. Possiamo dire che ad inizio 2017 è difficile pensare che altre pellicole possano superare l’ennesimo capolavoro di Scorsese, ricordiamo di origini italiane. Anche se ai più sembrerà strano Silence è il proseguimento di The Wolf of the Wall Street, film orgiastico sul potere della finanza mondiale (recensione). In quel caso Di Caprio non ricevette alcun riconoscimento, se non successivamente con il discutibile film
The Revenant. Nel caso di Silence le Academy saranno propense a premiare i protagonisti di Silence? In particolare Andrew Garfield (Padre Sebastian, l’apostata), Adam Driver (Padre Francisco, il martire), Yôsuke Kubozuka (Kichijiro, l’ubriacone traditore), Shinya Tsukamoto(il martire giapponese Mokichi), ma anche l’inquistore giapponese che con la sua voce stridula tanto ricorda l’Erode di Jesus Cristh Superstar. Al riguardo consigliamo la versione originale in un inglese comprensibile anche per i meno avvezzi.

Direttamente dal GIFFONI il film di Lola Doillon Il Viaggio di Fanny nelle sale il 26 e 27 gennaio - La recensione di Marina Pavido


Nelle sale italiane esclusivamente il 26 e 27 gennaio-in occasione della Giornata della Memoria - l'ultimo lungometraggio diretto dalla regista francese Lola Doillon, ispirato ad una storia vera.
La tredicenne Fanny viene lasciata dai genitori - insieme alle due sorelline più piccole - in una colonia, dove alcuni insegnanti si occupano di proteggere dai nazisti i bambini ebrei. Le cose cambiano quando le SS scoprono l'attività segreta della colonia. A quel punto, a Fanny, alle sue sorelline e ad i nuovi amici, non resterà che intraprendere un lungo e pericoloso cammino al fine di raggiungere il confine svizzero.
Ammirevole l'operazione compiuta dalla cineasta francese, la quale, a differenza dei tanti registi  tedeschi, di rado ha trattato un tema come quello dell'olocausto. Eppure Il viaggio di Fanny ha dalla sua innanzitutto il merito di raccontarci qualcosa di sconosciuto ai più, ossia l'esistenza di case-famiglia disposte ad occuparsi dei figli di genitori ebrei al fine di salvarli dai nazisti. Visto da un punto di vista prettamente divulgativo, dunque, questo ultimo lungometraggio della Doillon si rivela alquanto interessante.
I principali problemi, in realtà, sono altri. E riguardano la realizzazione del lungometraggio in sé: eccessivamente invadente, di fatto, è la musica presente, la quale fa in modo che l'intero prodotto somigli quasi ad un lavoro pensato per la tv. Stesso discorso va fatto per lo script in sé: dialoghi troppo espliciti tendono a doppiare le immagini e non poche forzature rendono il tutto poco credibile (nonostante, appunto, si tratti di una storia vera).
Discorso a parte va fatto sui bambini protagonisti: i giovani attori hanno sì parecchie potenzialità, ma tuttavia risultano a volte eccessivamente ingessati, protagonista compresa. Peccato. Soprattutto perché la storia in sé è davvero molto promettente e ricca di spunti. Chissà se qualcun altro deciderà di raccontarla nuovamente a modo proprio. Staremo a vedere! Nel frattempo, Il viaggio di Fanny, in sala in occasione della Giornata della Memoria, è senza dubbio un altro importante documento di una delle più grandi tragedie del secolo scorso.
Marina Pavido

venerdì 13 gennaio 2017

SPECIALE 67ma BERLINALE #1 – 9/19 FEBBRAIO 2017:


LA BERLINALE IN GIRO PER IL MONDO, GLI ORSI IN GIRO PER BERLINO


(Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Berlinale)


Ci siamo quasi, siamo a meno di un mese dall’inizio della Berlinale che questi animali curiosi (gli Orsi)  già si aggirano in una Berlino notturna per richiamare l'attenzione al Festival.
"Berlino è una grande città e anche quest'anno faremo seguire le tracce degli orsi in alcuni punti caratteristici della capitale", ha sottolineato con aria felice il direttore della Berlinale Dieter Kosslick nel corso della presentazione della nuova serie di poster che ancora una volta sono stati ideati dalla agenzia pubblicitaria svizzera Velvet. I sei manifesti della nuova serie saranno visibili in città a partire da metà gennaio 2017. Saranno anche in vendita presso il negozio online della Berlinale a partire dal 16 gennaio.
In realtà da anni la Berlinale ha avuto una presenza globale con programmi appositamente curati nei festival o altri eventi culturali in tutto il mondo. Queste attività si svolgono sotto il nome di Spotlight Berlinale. Così durante la scorsa estate si è svolta L’Estate Berlinale: il Festival sotto i riflettori a Berlino e Colonia con una rassegna di anteprime nel mese di luglio e la possibilità di vedere i film preferiti dal pubblico e quelli premiati all’ultima edizione prima del loro arrivo nelle sale cinematografiche.
Iniziamo dall’Estate Berlinale a Freiluftbühne Volkspark Friedrichshain nel
mese di luglio sono stati presentati Baden Baden, del belga Rachel Lang, presentato dal responsabile del programma Christoph Terhechte, Who’s Gonna Love Me Now? di Tomer Heymann e Barak Heymann (Israele/UK) vincitore del Premio del Pubblico della sezione Panorama e presentato dal curatore della selezione Wieland Speck, il cortometraggio Balada de um Batráquio del portoghese Leonor Teles vincitore dell’Orso d’Oro e il lungometraggio Fuocoammare di Gianfranco Rosi vincitore dell’Orso d’Oro. Ma anche Katz und Maus (Cat and Mouse) del tedesco Hansjürgen Pohland del 1966/1967 presentato nella selezione Retrospective e presentato dal coordinator della stessa Connie Betz
Mentre all’Estate Berlinale di Colonia a Filmpalette Köln, dal 22 al 26 luglio sono stati proiettati: Lotte del tedesco Julius Schultheiß della selezione Perspektive Deutsches Kino, Midnight Special dell’americano
Jeff Nichols in competizione, Les Sauteurs (Those Who Jump) di Moritz Siebert, Estephan Wagner, Abou Bakar Sidibé (Danimarca) dalla selezione Forum e Théo et Hugo dans le même bateau dei francesi Olivier Ducastel e Jaques Martineau dalla
selezione Panorama.
Quest’anno la Berlinale si è spostata
anche in Messico al Morelia International Film Festival (FICM) con il programma Spotlight Berlinale. Infatti in occasione della manifestazione "Anno
della Germania in Messico 2016/2017", il 14° Festival Internacional de Cine
de Morelia in Messico (21-30 ottobre 2016) ha dedicato un intero programma al Festival di Berlino.
La selezione curata congiuntamente ha presentato una decina di film dal programma Berlinale 2016, dalla retrospettiva "Germania 1966 - Ridefinizione del Cinema", così come un ulteriore lavoro con un film storico. Inoltre, sono state presentate le future iniziative della Berlinale, come il World Cinema Fund e i Talents Berlinale. La manifestazione è stata presentata dal direttore della Berlinale Dieter Kosslick e altri rappresentanti del festival ed è stata supportata dal Goethe-Institut.

"Con tanta gratitudine ringraziamo il Festival di Morelia e in particolare il suo direttore, Daniela Michel, per l'invito. The Spotlight Berlinale a Morelia contribuirà a rafforzare e approfondire il dialogo con i nostri amici messicani. L'Anno di Germania in Messico promossa dal Ministero degli Esteri è una grande occasione per intensificare lo scambio culturale ", ha dichiarato il direttore della Berlinale Dieter Kosslick. Mentre la direttrice del FICM Daniela Michel ha commentato "Siamo lieti di lavorare con la Berlinale, nel contesto del biennio Germania-Messico, per portare una selezione di ottimi film agli schermi a Morelia Questa iniziativa non solo darà la possibilità al nostro pubblico di vedere nuovi ed eccitanti opere internazionali, ma sarà anche rafforzerà anche il rapporto tra i nostri festival, i nostri paesi e le nostre cinematografie. Siamo profondamente grati a Dieter Kosslick e alla Berlinale per questa importante opportunità di collaborazione e lo scambio.
Il nutrito programma della Berlinale Spotlight al Festival di Morelia International Film in Messico prevedeva la proiezione:
Dalla selezione ufficiale Fuocoammare di Gianfranco Rosi ,Golden Bear come miglior Film, L‘avenir di Mia Hansen-Løve (Francia / Germania), Silver Bear come miglior regista, Inhebbek Hedi (Hedi) del tunisino Mohamed Ben Attia , premio miglior opera prima e Silver Bear al miglior attore Majd Mastoura 
Dalla selezione Panorama Kater (Tomcat) dell’austriaco Händl Klaus, Teddy
Award come miglior film di genere, Jug-yeo-ju-neun Yeo-ja (The Bacchus Lady) del sudcoreano E J-Yong e Lantouri dell’iraniano Reza Dormishian
Dalla selezione Forum Barakah yoqabil Barakah (Barakah Meets Barakah) del saudita Mahmoud Sabbagh (Saudi Arabia) e Yarden (The Yard) dello svedese Måns Månsson.
Dalla selezione Generation Rauf dei turchi Barış Kaya e Soner Caner, e Royahaye Dame Sobh (Starless Dreams) dell’iraniano Mehrdad Oskouei.
Dalla selezione Perspektive Deutsches Kino Meteorstraße (Meteor Street) di Aline Fischer.
Dalla Berlinale Shorts Balada de um
Batráquio (Batrachian’s Ballad) del portoghese Leonor Teles, Golden Bear per il miglior corto, Jin Zhi Xia Mao (Anchorage Prohibited) del taiwanese Wei Liang Chiang , Audi Short Film Award e Notre héritage (Our Legacy) del francese Jonathan Vinel e personne dei tedeschi Christoph Girardet e Matthias Müller ed infine dal Ghana Reluctantly Queer di Akosua Adoma Owusu.
Dalla selezione Retrospective Karla di Herrmann Zschoche (1966) e per Reinhold Schünzel - Retrospective  i fil dello stesso autore Viktor und Viktoria (1933), Amphitryon. Aus den Wolken kommt das Glück (Amphitryon. Happiness from the Clouds - 1935), The Ice Follies of 1939 (prodotto in America nel 1939) e Beim nächsten Kuß knall ich ihn nieder! (One More Kiss and He’s Dead!) di Hans-Christoph Blumenberg (1996) ed un documentario sulla Berlinale Spur der Bären (Trace of the Bears) del tedesco Hans-Christoph Blumenberg (2010). Infine Ospite Speciale: Sebastian Schipper come attore con Drei (Three) di Tom Tykwer (2010) e come regista Absolute Giganten (Gigantic - 1999) e Victoria (2015)
La Berlinale Spotlight con gli Short Film Presentations è stata pure in Asia a fine anno.
In novembre e dicembre durante tre eventi Spotlight Berlinale sono stati presentati cortometraggi provenienti dalle diverse sezioni della Berlinale in Vietnam, Malesia e India. Queste presentazioni si sono svolte sempre in collaborazione con il Goethe-Institut di Hanoi, Kuala Lumpur e Calcutta rispettivamente.
All’ Hanoi International Film Festival svoltosi a Novembre, Maike Mia Höhne, curatrice della Berlinale Shorts, ha presentato due programmi dalla sezione Berlinale Shorts. Successivamente entrambi questi programmi sono stati proiettati a Kuala Lumpur.
Mentre lo Spotlight Berlinale in India ha mostrato i cortometraggi provenienti dalle seguenti sezioni: Berlinale Shorts, Generation, Forum Expanded e Panorama (in particolare dal programma di Teddy Twenty Tribute). Accanto al vincitore dell'Orso d'oro per il miglior cortometraggio 2016, Balada de um Batráquio di Leonor Teles, e il vincitore dell'Orso Premio Argento della Giuria (cortometraggio) 2016, A Man Returned di Mahdi Fleifel, lo Spotlight Berlinale ha presentato il vincitore della Audi Short Film Award 2016, Jin zhi Xia Mao di Chiang Wei Liang.
Vogliamo ricordare infine lo stretto legame tra Il Festival Internazionale
del Cinema di Berlino con Andrzej Wajda, scomparso lo scorso ottobre. Andrzej Wajda è stato tra i più influenti registi di teatro polacco e destinatario di molteplici riconoscimenti per la sua opera. Dopo gli studi di pittura, frequentò la Lodz Film School e dirisse il suo primo lungometraggio A Generation nel 1954. La sua opera completa comprende oltre 50 film. Dal 1980, la Berlinale ha mostrato 13 film del regista. Tra gli altri, la Settimana Santa (1996, Orso d'argento per un eccezionale contributo artistico), Miss Nobody (1997), Pan Tadeusz (2000), Katyn (2008) e Tatarak (2009, Premio Alfred Bauer) tutti presentati in concorso. Uno dei suoi film più noti, Ashes and Diamonds (1958) è stato presentato nel 1990 nell’ambito della sezione Berlinale Retrospective. Andrzej Wajda è stato anche giurato nel 2000 ed è stato premiato con l'Orso d'oro alla carriera nel 2006.

Il Direttore della Berlinale Dieter Kosslick lo ha così ricordato:"Il mondo del cinema ha perso un grande artista che ha costantemente rinnovato le arti cinematografiche, anche in età avanzata . Un regista impegnato, alle prese con la storia del suo paese natale e sempre con una posizione chiara. Andrzej Wajda con il suo inconfondibile stile, ha arricchito il panorama del cinema polacco nel suo complesso".


Questo è il passato ma tra pochi giorni sapremo di più sulla 67ma edizione che
si terrà dal 9 al 19 febbraio 2017 e vi terremo informati come sempre. Intanto vi lasciamo con un altro dei manifesti di questa edizione.


 



giovedì 12 gennaio 2017

Il Cinema in Ospedale fa bene ai Pazienti: i primi dati dello Studio sui Degenti del Gemelli lo confermano.


Volentieri rilanciamo la notizia comparsa sul sito del Policlinico Gemelli:
Fondazione Policlinico A. Gemelli e MediCinema Italia Onlus lanciano la nuova raccolta fondi. Dal 9 al 15 gennaio la campagna sulle reti RAI con sms solidale 45514.

Assistere a un film, pur se ricoverati in ospedale, è un’esperienza terapeutica che aiuta a ridurre la percezione del dolore, portando sollievo ai malati e alle loro famiglie. Lo confermano i primi dati del progetto di ricerca coordinato dal professor Celestino Pio Lombardi, della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e responsabile scientifico di MediCinema. Lo studio, la cui prima fase si concluderà nel mese di marzo 2017, sta coinvolgendo 240 pazienti del Gemelli, di cui 120 sono bambini. “Dalle prime evidenze – sottolinea il professor Lombardi – misurando una serie di parametri psicologici e psicomotori, risulta un miglioramento tra il 20 e il 30 per cento nella percezione del dolore nei pazienti che hanno fatto esperienza della ‘terapia con cinema’”.
Questo studio sperimentale nasce all’interno della  prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano del Policlinico A. Gemelli grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone.

La sala cinematografica è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, che adesso - grazie al sostegno del Segretariato Sociale - lanciano una nuova campagna di raccolta fondi attraverso le reti RAI da lunedì 9 a domenica 15 gennaio con sms solidale 45514.

Nel 2017 le risorse saranno destinate al perfezionamento della sala, ad assicurare continuità di offerta di film, con  titoli adatti a pazienti adulti e bambini, e a sviluppare la ricerca, avviata di recente, con lo studio scientifico sugli effetti della terapia con cinema, affinché il modello del Gemelli possa essere replicato in tanti altri ospedali italiani.

Lo studio, promosso da MediCinema, avviato nel mese di settembre 2016
sviluppato/coordinato dai ricercatori della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Gemelli, in collaborazione con i ricercatori dell’Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, ha l’obiettivo di misurare gli effetti della terapia attraverso il cinema nel percorso ospedaliero e nell’approccio alla malattia.

Le principali applicazioni  prevedono, inizialmente,  l’area  pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare,  i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi e disturbi dell’umore, l’area delle disabilità.

La sala MediCinema del Policlinico Gemelli può ospitare fino a 130 spettatori, tra pazienti, familiari, amici, volontari e operatori nell’assistenza. Il cinema accoglie anche pazienti non autosufficienti, a letto o in sedia a rotelle.  Durante i primi mesi di attività, grazie alla straordinaria solidarietà e partecipazione di tutte le società di distribuzione cinematografica sono stati proiettati circa 40 film di prima visione, oltre 30 dei quali da quando è iniziata la programmazione fissa, nel mese di settembre.

La sala MediCinema al Gemelli, grazie alla generosità di The Walt Disney Company Italia, è stata anche scelta come sede di due prestigiose anteprime, Il libro della Giungla di Jon Favreau, per l’inaugurazione, e Alla Ricerca di Dory di Andrew Stanton, per l’apertura della stagione regolare. Sono stati proiettati tutti i principali successi cinematografici in contemporanea con le sale “normali”: applauditissimi sia i film per i più piccoli del giovedì (tra gli altri L’era glaciale: in rotta di collisione, Pets, Cicogne in missione, Kubo e la spada magica, Trolls, con Oceania come grande star nel periodo di Natale), sia per la programmazione destinata a tutte le età del martedì (Ghostbusters, L’uomo che vide l’infinito, Bridget Jones’s baby, Doctor Strange, Come diventare grandi, nonostante i genitori, Animali fantastici e dove trovarli, Rogue One: a Star Wars story). L’anno 2017 è iniziato con lo spettacolo per tutti di GGG di Steven Spielberg, in coincidenza con la festa dell’Epifania.

La cinematherapy, ormai da tempo nota e praticata, indica come la visione di film crei sotto il profilo psicologico un “effetto pausa” per i malati, determinando uno stato di benessere riscontrabile a livello neurologico. Le neuroscienze hanno ulteriormente validato questa tesi (neurocinematics) arrivando a misurare gli effetti fisici durante la visione di immagini in movimento e rilevando miglioramenti.

RAI per il Policlinico Gemelli e MediCinema | La campagna di raccolta fondi con sms solidale 45514 dal 9 al 15 gennaio 2016.

Il Segretariato Sociale RAI sostiene il progetto della sala MediCinema al Policlinico Gemelli con una raccolta fondi televisiva e radiofonica. Da lunedì 9 a domenica 15 gennaio, le reti RAI, all’interno dei programmi Tv e Radio, inviteranno il pubblico a sviluppare i programmi e l’attività della sala cinematografica e a sviluppare la ricerca sugli effetti sui pazienti della terapia del sollievo attraverso il cinema, donando da fisso e cellulare attraverso il numero 45514 attivo dal 9 al 15 gennaio 2017.

Sarà possibile inviare un SMS solidale per donare 2 € da telefoni cellulari TIM, Vodafone, WIND/3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali;  o effettuare una chiamata da telefono fisso per donare 10 € da rete Vodafone,  5 € da rete TWT e Convergenze  e 5 o 10 € da rete TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali.

La magia del cinema diventa terapia al Gemelli

 “Grazie al Segretariato Sociale RAI, che anche quest’anno ha deciso di sostenere il nostro progetto - dichiara Enrico Zampedri, Direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli - e al prezioso e costante contributo dei nostri partner Disney Italia, Rai Cinema, UBI Banca e Nazionale Italiana Cantanti, abbiamo realizzato e avviato l’attività della sala Medicinema, nell’ambito dei progetti per rendere più accogliente e a misura di “paziente” il nostro ospedale. Con l’attività della sala MediCinema diamo ai degenti, in particolari ai più piccoli e alle loro famiglie, un segno tangibile del nostro quotidiano impegno nel prenderci cura non solo delle loro malattie, con le cure più efficaci e innovative, ma anche del loro benessere e della loro sfera emotiva. L’ultima novità è che con i nostri ricercatori abbiamo voluto anche misurare con un rigoroso progetto scientifico gli effetti sui pazienti della cosiddetta ‘cinema terapia” e i primi risultati sono incoraggianti.

 “Siamo orgogliosi di poter raggiungere un nuovo importante traguardo con la ricerca clinica.  Per MediCinema Italia – afferma la Presidente della Onlus Fulvia Salvi - è stato dall'inizio un importante obiettivo per validare il significato terapeutico del nostro lavoro. Non solo la visione di un film in ospedale può donare sollievo immediato a un paziente, ma ancor più, attraverso questo studio, si sono individuati indicatori specifici del miglioramento psico-fisico sia su adulti che bambini, con ricadute positive sulla persona e la cura medica.

Ringraziamo il prof. Lombardi per il coordinamento di questo studio  innovativo e del team di ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica e dell'Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.

Siamo grati a tutti  i nostri sostenitori, alla Fondazione Policlinico A. Gemelli e all'Ospedale  Niguarda e a tutti gli operatori sanitari che settimana dopo settimana ci assistono e aiutano in questo straordinario progetto”.

Perché il cinema è un’esperienza terapeutica da vivere insieme anche in ospedale. Stare insieme nella malattia aiuta a stare meglio.

Un ringraziamento particolare a Corrado Gentile che ha offerto la sua voce per la realizzazione dello spot sociale a sostegno della campagna Gemelli-MediCinema.

Tutti gli aggiornamenti sulla campagna sono disponibili sui profili social facebook.com/MedicinemaItalia e twitter.com/MediCinemaIT, e sui siti www.medicinema-italia.org e www.policlinicogemelli.it

La Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, costituita dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, gestisce l’attività ospedaliera del Policlinico Gemelli di Roma. Aperto nel 1964 e intitolato al fondatore dell’Università Cattolica, padre Agostino Gemelli, il Policlinico è oggi uno dei principali ospedali italiani e offre assistenza in tutte le branche delle specialità cliniche, compresa l’emergenza urgenza; è riconosciuto tra i principali ospedali oncologici italiani ed è centro di riferimento della Regione Lazio per molte attività di alta complessità, come l'assistenza clinica per numerose malattie rare sia pediatriche sia degli adulti, tra cui le patologie neuromuscolari.


MediCinema Italia è una Onlus nata nel 2013 e ispirata a MediCinema UK, attiva in Gran Bretagna dal 1996, dove ha costruito 7 cinema negli  ospedali. In Italia, oltre alla prima vera sala cinematografica integrata in un grande ospedale, presso il Policlinico Gemelli di Roma, il progetto ha all’attivo altre quattro esperienze, avviate a ottobre 2013 con l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI), proseguite da  giugno 2015 all’interno del centro polifunzionale Spazio Vita, presso l’Ospedale Niguarda di Milano e inaugurate nel 2016 con la casa Pediatrica ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, il Centro Clinico Nemo, sempre a Milano Niguarda e Casa Ronald a Brescia in
collaborazione con la Fondazione per l’infanzia Ronald Mc Donald Italia.
Aggiungiamo che alla buona riuscita delle proiezioni contribuiscono i volontari dell'AVoG sin dalla proiezione di inaugurazione dello scorso aprile 2016.

mercoledì 11 gennaio 2017

TOKYO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – Annunciate le date per l’edizione 2017 del 30 ° anniversario mentre nella Edizione 2016 trionfa Sami Blood


Il Tokyo International Film Festival (TIFF) celebrerà il suo 30 ° anniversario nel 2017, festeggiandolo dal 25 ottobre al 3 novembre presso il Roppongi Hills, l’EX teatro e le altre sedi di Tokyo. Il TIFF lanciato nel 1985 come il primo festival cinematografico più importante nel Giappone negli anni successivi ha puntato i riflettori su ottimi film e registi da tutto il mondo, con la proiezione di oltre 5.000 pellicole. Nel 2016, il TIFF 29 ha ampliato le sue sedi principali includendo anche l’EX Theater, con oltre 180.00 presenze. L'edizione per il 30° anniversario di TIFF avrà come riferimento il suo sforzo di attrarre registi ed espandere la scoperta di talenti emergenti, e sarà anello culturale tra  i film e gli appassionati di cinema, al di là dei confini nazionali.
Si è svolta il 3 novembre 2016 all’Ex Theater Roppongi la Cerimonia di
chiusura della 29ma edizione del TIFF con l’annuncio delle pellicole vincitrici. Purtroppo 7 Minuti di Michele Placido è stato escluso dalla lizza dei premi. Prima della cerimonia di chiusura è stato annunciato il film vincitore nella sezione concorso del premio del pubblico- Die Beautiful. del regista Juan Robles Lana. Tra i 16 film del Concorso internazionale il Grand Prix del TIFF è andato a The Bloom of Yesterday diretto da Chris Kraus. Il Film racconta di un ricercatore il quale mentre studia l'Olocausto con la sua eccentrica assistente femminile fa una scoperta inaspettata. Con un tocco di commedia romantica, questo dramma raffigura l'ombra che questi eventi storici continuano a gettare sulla vita delle persone. Al riguardo il Presidente della Giuria, Jean-Jacques Beineix ha
commentato "Crimini contro l'umanità sono ferite che non possono essere curate. Ognuno di noi ne mantiene il segno. Il Cinema ha trasmesso la memoria di questi momenti di sventura svariate volte. Tuttavia, anno dopo anno, le immagini svaniscono. Ma i grandi registi vanno oltre e ripropongono la memoria dei crimini del passato. "Un trofeo Kirin speciale è stato assegnato al Sig Kraus da Yuriko Koike, governatore di Tokyo. Il Premio Speciale della Giuria è andato a
Sami Blood per la regia di Amanda Kernell
. Nicole Rocklin, che ha annunciato il premio ha detto: "Dalla storia per la forza della scrittura, alla bella fotografia e le performance incredibili dei protagonisti, la pellicola spinge il pubblico a pensare e mettere in discussione chi siamo e da dove proveniamo”.
Inoltre sono stati assegnati i seguenti premi:
Premio Migliore regia a Hana Jusić con Quit Staring at My Plate. Marijana conduce una vita umile con la sua problematica famiglia nella costa Croata. Non è proprio infelice, ma quando accade un evento imprevisto, tutto cambia. Il dramma esplora la mente introversa della protagonista con un particolare tocco del regista. Valerio Mastandrea, membro della Giuria del Concorso Internazionale nell’annunciare il vincitore, ha descritto la regista con "la capacità di filmare la vita e le persone senza giudicare i personaggi e le loro scelte, passando vicino ai loro sentimenti e attrarre il pubblico ad essere parte dei loro momenti in modo intenso e rispettoso".
Il Premio Migliore attrice è  andato a Lene Cecilia Sparrok interprete del film vincitore Sami Blood.  Nel 1930, i Sami, indigeni che vivono sulle montagne svedesi, vennero sottoposti a discriminazione. Rifiutando di accettare questo destino, una ragazza si propone di cambiare la sua vita. Questo dramma in movimento, fatto da un regista svedese Sami, è ambientato in una splendida Lapponia. Il Presidente della Giuria, Jean-Jacques Beineix ha elogiato l’attrice. "Uno sguardo verso di lei che immediatamente cattura la nostra attenzione. Non riusciremo mai a dimenticarla per il suo carattere naturale. Attraverso lei si sconfigge la stupidità e il nonsens dell’ apartheid e del razzismo. »
Il Premio Miglior attore è andato a Paolo Ballesteros in Die Beautiful.  E' la storia di Trisha, una donna transgender che conduce una vita come fosse un concorso di bellezza, muore improvvisamente. Prima di morire, il suo ultimo desiderio è di rimanere bella anche nella morte. Questo lavoro in movimento, pieno di risate, è l'ultimo sforzo di Jun Robles Lana. Mabel Cheung, membro della Giuria del Concorso Internazionale ha elogiato Paolo Ballesteros per la sua "performance così vivida e la caratterizzazione così genuina del personaggio che ci porta in un viaggio tra finzione e realtà. Ha la possibilità di condividere con noi i suoi segreti più intimi e la sua vulnerabilità. Ha anche la capacità magica di fondere i confini tra maschile e femminile, tanto che forse avremmo dovuto nominarlo per il premio come miglior attrice. Invece il Premio per il miglior contributo artistico è andato al film Mr. No Problem diretto da Mei Feng.

Il WOWOW Viewer's Choice Award è stato assegnato al film premiato The Bloom of Yesterday diretto da Chris Kraus. Il film vincitore è stato scelto dai membri della giuria selezionati tra gli abbonati ai canali WOWOW. Il premio è stato annunciato da Nobuya Wazaki, Presidente del WOWOW Incorporated. Il regista Chris Kraus ha condiviso la sua gioia. "Arigato (GRAZIE ndr) agli spettatori per la scelta il mio film!" Il produttore Kathrin Lemme ugualmente entusiasta ha aggiunto. "La Prima proiezione di questo film è stato al TIFF. Quando si produce un film e lo si porta all'estero, non si è sicuri se verrà capito, ma questo premio lo dimostra."
Nella sezione Asian Future il Best Asian Future Film Award è andato a Birdshot diretto da Mikhail Red, mentre il Premio The Spirit of Asia alla Japan Foundation Asia Center con Alankrita Shrivastava per la pellicola Lipstick Under My Burkha. Lo scrittore e regista Ryosuke Hashiguchi ha confessato che la giuria ha avuto accese discussioni nello scegliere tra i 10 film. "Non solo film su temi duri ma anche leggeri. L’Asia sta attraversando un momento rivoluzionario, ed è meraviglioso vedere quanti registi emergono. "The Best Asian premio Future è andato al film filippino, diretto da Mikhail Red, Birdshot è un dramma che racconta la storia di una giovane ragazza di campagna che si allontana in una riserva forestale filippina. Per errore spara e uccide una aquila appartenente ad una specie protetta in pericolo di estinzione nelle Filippine. Quando le autorità locali iniziano una caccia all'uomo per rintracciare il bracconiere della specie orgoglio nazionale, la loro indagine li conduce a una scoperta ancora più terrificante. Masamichi Matsumoto, membro della giuria della sezione Asian Future ha definito il film vincitore del premio The Spirit of Asia Award andato alla Japan Foundation Asia Center per la pellicola Lipstick Under My Burkha diretto da Alankrita
Shrivastava con queste parole "Con la sua miscela di commedia e dramma serio, i sogni e la realtà, la verità e la sfida, in un ritratto audace della dualità e lo specchio della doppia vita che i personaggi femminili sono costretti a condurre, sfida gli spettatori paradossalmente a godere del loro dolore così come a soffrire per la loro gioia. " Si tratta della storia di Quattro donne e dei loro segreti: una ragazza in un collegio sotto al burqa sogna di diventare una cantante pop; un giovane estetista cerca di fuggire dalla sua piccola città; una madre di tre figli ha un'altra vita come commessa; una vedova di 55 anni, riscopre il suo desiderio sessuale attraverso una storia d'amore telefonica.
Nella sezione Japanese Cinema Splash è stato premiato POOLSIDEMAN diretto da Hirobumi Watanabe. Uno dei membri della giuria, direttore artistico del Edinburg International Film Festival, Mark Adams, ha sottolineato che. "E 'stata un'idea del talento che emerge dal Giappone, e ci piacerebbe congratularmi per scelte ed i registi dei film stessi. Ciascuno con una sua caratteristica e suggestivo nel contempo. L’altro membro della Giuria Karel Och, direttore artistico del Karlovy Vary International Film Festival ha definito POOLSIDEMAN "un film senza compromessi, idiosincratico, e carismatico ". In un sobborgo a nord di Tokyo, che sembra essere isolata dalla follia e cattiveria del mondo, Yusuke Mizuhara lavora come bagnino in una piscina.
Come già annunciato i premi alla carriera SAMURAI Award sono stati
assegnati a Martin Scorsese e a Kiyoshi Kurosawa. Il premio sottolinea i successi di registi che continuano a creare film innovativi e ritagliarsi una strada verso una nuova era. Martin Scorsese ha espresso il suo onore in un video messaggio: "Vorrei ringraziare il Tokyo International Film Festival per questo premio. Mi dispiace molto di non essere presente alla cerimonia e ringrazio il mio stimato collega Kiyoshi Kurosawa di aver accettato di ritirarlo (il
premio) per me . Sono sempre stato un ammiratore del lavoro di Kiyoshi, quindi è particolarmente significativo per me che abbia accettato di essere lì in mia vece. Il premio Samurai è alla carriera. Voglio precisare però che la mia vita è ancora in corso, come anche quella di Kiyoshi. Ciò nonostante, sono estremamente commosso per il riconoscimento. Quando sono arrivato in Giappone ho scoperto la cultura giapponese attraverso il vostro cinema, i film di Akira Kurosawa e Mizoguchi, Ozu, Naruse, Shinoda, Kobayashi, Imamura, Oshima, Tsukamoto e Kiyoshi, e tanti altri-sono stati il mio lasciapassare. E più ho visto e più ricca e meravigliosa è diventato per me il vostro Paese. Lungo la strada mi sono imbattuto nella letteratura giapponese con gli scritti di Shusaku Endo di cui il mio ultimo film è un adattamento del suo romanzo Chinmoku, che ho intitolato Silence. La mia vita si è arricchita con la conoscenza del cinema e della cultura giapponese, dalle mie visite a questo straordinario paese. Ancora una volta, vi ringrazio per questo premio ". Il regista Kiyoshi Kurosawa si è sorpreso di essere stato menzionato nel messaggio di Mr. Scorsese. "E’ sorprendente sentir dire il mio nome, ricevendo lo stesso premio come Mr. Scorsese: tutto ciò è oltre la mia immaginazione! Scorsese ha realizzato grandi film come Taxi Driver, Goodfellas, Departed, Shutter Island ma anche commedie e film fantasy. I registi come lui hanno fatto i film e diventano quello che sono oggi. Io ho iniziato a girare film in 8mm horror, suspense, family drama, tutti i tipi di generi. Sono stato nel cinema per 35 anni, ma come il signor Scorsese, ha detto, siamo ancora vivi e vegeti così continuerò a fare film
Durante la cerimonia sono stati assegnati anche gli ARIGATŌ Award al regista del Sol Levante Makoto Shinkai per l’eroe dello schermo Godzilla, all’attrice Mitsuki Takahata ed al suo collega Satoshi Tsumabuki. Il premio è assegnato per esprimere un sentito "Arigato!" a questi artisti che hanno contribuito allo sviluppo del cinema giapponese con le loro qualità artistiche. L’attore Satoshi Tsumabuki è stato premiato per la sua eccezionale versatilità, mentre l’attrice Mitsuki Takahata come la nuova scoperta del panorama nazionale, mentre il regista Makoto Shinkai per il suo lungometraggio di animazione che ha prodotto il successo dell'industria cinematografica giapponese; e ovviamente Godzilla, che ha avuto una rinascita tanto attesa sul grande schermo.
Al termine Jean-Jacques Beineix ha affermato che "I 16 film selezionati, non rappresentano il cinema nel suo complesso. Essi, tuttavia, offrono una suggestiva visione. Questi film danno un visione dei registi che sono i testimoni del loro tempo-abbiamo bisogno di loro per allargare la nostra comprensione del mondo. Attraverso questi 16 film abbiamo potuto sentire l'ansia, la paura di esclusione, il razzismo, il pessimismo, la solitudine, bisogno di giustizia, e l'accettazione delle nostre differenze. Le nostre differenze impressionanti sono la nostra ricchezza comune. Attraverso tutti questi punti di vista, il cinema ci insegna a rispettarci reciprocamente e progettare un mondo più tollerante, più rispettoso delle nostre abitudini, le nostre singolarità. Un film universale non esiste, ma attraverso la sua diversità, il cinema contribuisce notevolmente ad aprire la nostra mente ed esprimere la bellezza dell'umanità. Essa ci dà un assaggio di un mondo migliore. Grazie."